Tra la Comencini ed i Negramaro si chiude la 14esima Festa del Cinema di Roma

 

Gli ultimi giorni della 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma sono dedicati ad opere importanti ed attese quali Tornare di Cristina Comenicini, film di chiusura ambientato nella Napoli degli anni Novanta, con Giovanna Mezzogiorno protagonista, nei panni di una donna tornata a casa dopo una lunga assenza, che si ritroverà a dover fare i conti col suo passato in una maniera inaspettata ed assolutamente particolare, ma anche Share di Pippa Bianco, regista della serie tv Euphoria e vincitrice per la miglior sceneggiatura al Sundance Film Festival. La pellicola riprende in qualche modo le tematiche dell'apprezzata Tredici di Netflix, mettendo in scena le vicende di Mandy (Rhianne Barreto), una studentessa del liceo appassionata di basket e piena di amici, che si ritrova invischiata in un vortice di misteri e dubbi circa quanto accaduto durante una festa di cui non ricorda nulla.
Girato come una sorta di documentario nel quale lo spettatore si ritrova ignaro e curioso, seguendo i pezzetti del puzzle insieme alla stessa protagonista, Share è uno spaccato tanto realistico quanto disturbante sulla società attuale, sui giovani che la abitano e sul ruolo che i social svolgono nella quotidianità, spesso più dannoso che altro.

Veri e propri documentari invece, seppur di generi diversi, Lunar city di Alessandra Bonavina e Negramaro - L'anima vista da qui di Gianluca Grandinetti: il primo arriva in occasione del cinquantesimo anniversario dal primo allunaggio, incentrato sulle figure di uomini e donne impegnati nelle prossime missioni lunari che illustrano come il futuro dell'umanità sia in procinto di un cambiamento radicale ed incredibile; il secondo vuole invece festeggiare il ventennale della band, di cui viene esibito un ritratto intimo ed amorevole, accompagnato dalla voce di Alessandro Borghi.

Per quanto riguarda infine la sezione Alice nella città, ad Alessandro Siani e al suo Il giorno più bello del mondo viene affidata la chiusura, in chiave magica ed infantile, grazie alla storia dell'impresario in crisi Arturo Meraviglia (Siani) che si ritrova suo malgrado a badare a due ragazzini svegli e ligi alle regole, tutto il suo contrario. Una vera e propria favola, rivolta soprattutto ai più piccoli ma divertente anche per un pubblico di adulti, Il giorno più bello del mondo tratta di famiglia, di responsabilità, di legami che trascendono dal sangue e spesso si intrecciano con l'aspetto più puro e bello dell'arte.

da Roma, Sabrina Colangeli

 
 

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