Charlie Says

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Basato sul romanzo The Family di Ed Sanders e presentato nella sezione Orizzonti alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia, Charlie Says parte dall'incarcerazione di Leslie Van Houten (Hannah Murray), Susan Atkins (Marianne Rendon) e Patricia Krenwikel (Sosie Bacon), coinvolte negli omicidi di Cielo Drive dove fu uccisa anche Sharon Tate, in un viaggio a ritroso, affiancate da Karlene Faith (Merritt Wever) che ha il compito di occuparsi della loro permanenza in isolamento.
Recentemente tornato sotto la luce dei riflettori – sebbene in realtà non se ne vada mai da lì – grazie all'ultimo film di Tarantino e a un episodio della seconda stagione di Mindhunter, Charles Manson è il fulcro della vicenda, ma solo in quanto punto di partenza dal quale si dipana il resto. Ad essere protagonista è, senza alcun dubbio, il punto di vista femminile, rappresentato dalle tre donne in carcere, diverse tra loro ma unite dalla medesima sorte, vittime in qualche modo di quella che è stata una delle figure più affascinanti e spaventose di sempre, e dalla ricercatrice che le incontra. Leslie, Patricia e Susan sono entrate nella Manson Family e qui hanno ricevuto una nuova identità (a partire dal nome: ora sono Lulu, Katie e Sadie), che permette loro di essere chiunque vogliano, o meglio Charlie voglia: il giovane uomo divenuto celebre per la scia di sangue che si è lasciato dietro senza impugnare neanche un'arma esercita un fascino fuori dal comune, ma è un fascino pericoloso e deviante che, se inizialmente può apparire liberatorio e positivo, come vivere della terra, amare senza alcun tipo di vincolo, conoscersi e proteggersi a vicenda, nasconde in realtà una sorta di predisposizione al male. Ma ciò che interessa alla regista Mary Harron (American Psycho, L'altra Grace) e alla sceneggiatrice Guinevere Turner non sono tanto le azioni di Charlie, quanto le sue parole – da qui il titolo Charlie Says, ovvero “Charlie dice”. Parole in grado di creare un mondo e di plasmare una mente umana, così da azzerare il passato, l'ego ed i legami di chiunque faccia parte della famiglia, che arriva ad appartenere esclusivamente al suo patriarca.
Le tre protagoniste appaiono sotto una luce particolare: non volendo (né tentando di) dimenticare, nella maniera più assoluta, i crimini da loro commessi, la malvagità e la sofferenza da essi scaturite, la pellicola si concentra su ciò che ha portato delle giovani donne a diventare uno strumento di morte, quasi senza rendersene conto ed averne coscienza, e soprattutto su ciò che resta loro da affrontare. Una pena di morte, poi tramutata in ergastolo di massima sicurezza, rappresenta l'unico futuro possibile ed è qui che interviene Karlene, con la sua personalità forte, strutturata, determinante, mostra loro un altro tipo di donna, una donna indipendente, che ha idee sue, un'istruzione, una famiglia e la capacità di comprendere le varie sfaccettature dell'esistenza. Messe davanti ad una reale possibilità di conoscere, di tornare ad avere una propria identità, ciascuna reagisce a modo suo, chi accettando il dono che viene loro offerto, chi negandolo, chi semplicemente restandone incuriosita. Nel momento in cui ci si sveste di questo ruolo (auto)“imposto”, dubbi e coscienza si affacciano ad infestare i sogni, in attesa che lo facciano anche nella realtà di tutti i giorni. È in fondo anche questo il senso di una pena detentiva, portare a rendersi conto, accettare e fare ammenda, per quanto (difficilmente) possibile.
Charlie Says è un'opera importante da un simile punto di vista, un'opera differente, che sceglie di osservare le vittime che si celano dentro gli stessi carnefici, non giudicando ma invitando a riflettere sulla natura umana e su quanto essa possa tramutarsi in qualcosa che di umano non ha proprio nulla.
Notevoli e sempre ben dosate le performance del cast al completo, sul quale svetta un Matt Smith tato inedito quanto convincente, nei panni di Manson.
Eloquente e di sicuro impatto la scena finale.

Scheda film

Titolo Originale Charlie Says
Regia Mary Harron
Soggetto basato sul romanzo "The Family"
Sceneggiatura Guinevere Turner
Fotografia Crille Forsberg
Montaggio Andrew Hafitz
Musica Keegan DeWitt
Cast Hannah MurrayMatt SmithMerritt Wever
Distribuzione No.Mad Entertainment
Origine USA
Anno 2018
Durata 104'
Genere Drammatico
Data di uscita Agosto 22, 2019

Trailer

 
 

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