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Butterfly

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Irma Testa nasce nel 1997 a Torre Annunziata, nel napoletano, uno di quei luoghi “scoloriti” dalla mancanze di prospettive e opportunità. Eppure, il cammino guerriero di Irma sarà in grado di opporsi a quello stato di cose, perché la sua forza endemica (tanto fisica quanto mentale) e il suo talento per la boxe riusciranno a scardinare molti dei cliché sociali e ambientali della sua vita, permettendo a una “ragazzina” nata in una periferia difficile e tentacolare di inseguire (malgrado tutto) il suo sogno, di indossare le ali per superare i limiti imposti dalle circostanze e dal caso. Un viaggio nelle complessità e nelle sfide della vita e dello sport, così come attraverso la riaffermazione di un essere atleta e donna fuoriclasse in barba alle proprie origini e al proprio destino, e che fornirà a Irma gli strumenti per volare oltre i propri confini e fino alle Olimpiadi di Rio 2016 (la prima pugile italiana a partecipare a una Olimpiade), lottando sempre e comunque per il proprio sogno di riscatto. E anche quando il sogno sembrerà sfumare o allontanarsi, sarà proprio in quel preciso istante che la ragazzina di Torre Annunziata, sostenuta dall’affetto per i suoi cari e dal legame speciale con il maestro di sport e di vita Lucio Zurlo, troverà la forza per indossare finalmente le ali e diventare una grande donna-Butterfly, perché in fondo è quasi sempre nei momenti di profondo sconforto e nelle sconfitte che emergono la forza e il coraggio per reinventarsi e ripartire.
Butterfly di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman è il racconto lieve ed esemplare di come lo sport unito alla forza di volontà (e ovviamente in questo caso al talento) possa diventare strumento di rivoluzione e conquista, trasformando e ampliando metaforicamente il ring di una palestra nel ring della vita, luogo di scontro e dolore ma anche di grande forza e lucidità entro il quale sperimentare e mettere a fuoco punti di forza e debolezza del proprio essere.
Nel suo raccontare la storia di una farfalla che lotta per conquistare il volo, di una ragazza che combatte per diventare donna, Butterfly (farfalla, appunto) racconta di un ritaglio di mondo annebbiato dalle poche opportunità che offre, raffrontandolo  al mondo di colori che invece vive al di fuori di quella vita spesso percepita come una prigione, quanto e più del ring. I due registi raccontano dunque l’esistenza di Irma, inscindibilmente legata allo sport e alla boxe, mescolando con grande bravura ed equilibrio realismo e proiezione, e riuscendo a ricucire insieme tutti i punti nevralgici di una vita difficile eppure straordinariamente efficace nella sua capacità di resilienza. La mancanza di una figura paterna (solo) in parte sostituita dal rapporto con il maestro di vita, il rapporto conflittuale ma molto profondo con la madre, la complicità con il fratello e con la propria terra, rivalutati e illuminati proprio nel momento di separazione e distacco, sono tutti elementi essenziali, inseriti con grande naturalezza dai due registi negli ottanta – brevi ma intensi - minuti di film. Una parabola di tante vittorie e una grande sconfitta che sarà però poi determinante perché nel paradosso della vita questa storia di volo e di successo acquista il suo maggior senso proprio nella fase della caduta, nella necessità di rielaborare quattro anni spesi affannosamente per un progetto che poi fallisce, un tempo che appare sprecato anche se poi – invero - non lo è affatto. E, infatti, nella dinamica del fallimento e della necessità di ripartire e ricostruirsi, la storia di Irma Testa offre il suo spunto di riflessione più importante e prezioso, perché descrive perfettamente come nella vita siano gli imprevisti  a dettare i cambiamenti più radicali, e a rimettere in campo le nostre forze più incrollabili.
Cassignoli e Kauffman (già autori di The things we keep) firmano dunque una storia estremamente simbolica di riscatto e valori fondanti, tratteggiata con partecipazione e rispetto da una coppia di registi di evidente talento, in grado di entrare nell’intimità della protagonista senza mai trasfigurarne il senso o il sentimento, esaltandone anzi talenti e qualità. Un’opera lieve ma dalla enorme portata simbolica, che rintraccia e isola un realismo esistenziale che parla il dialetto della vita vera, di tutti i giorni, inesorabilmente condito di ostacoli da superare e di sogni (talvolta inespressi) da realizzare.

Scheda film

Regia Alessandro CassigoliCasey Kauffman
Sceneggiatura Alessandro CassigoliCasey Kauffman
Fotografia Giuseppe Maio
Montaggio Alessandro CassigoliGianluca ScarpaGiogiò Franchini
Musica Giorgio Giampà
Distribuzione Istituto Luce Cinecittà
Origine Italia
Anno 2018
Durata 80'
Genere Documentario
Data di uscita Aprile 04, 2019

Trailer

 
 

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