Box Office

 
 
 

'Io sono Mia': il film che racconta Mia Martini

 

Presso il Cinema Anteo di Milano, è stato presentato alla stampa il film Io sono Mia, in uscita il 14-15-16 gennaio 2019 al cinema.

Mia Martini è stata un’artista unica dalla voce inimitabile; quella raccontata è la storia di una donna appassionata, con una personalità forte, capace di non scendere a compromessi e lottare contro pregiudizi che l'anno portata a deviare il naturale corso della sua vita.

Alla conferenza stampa erano presenti Serena Rossi, che interpreta Mia Martini, il regista Riccardo Donna, Loredana Bertè, il produttore Luca Barbareschi, il direttore di RaiFiction Eleonora Andreatta, la sceneggiatrice Monica Rametta, e Dajana Roncione che nel film interpreta la Berté.

Dopo la visione in anteprima della pellicola, gli autori parlano alla stampa di come hanno lavorato alla pellicola.

Eleonora Andreatta: "Siamo qui un anno dopo “Fabrizio De Andrè - Principe Libero”, che così come “Io Sono Mia” ha avuto una anteprima cinematografica prima di approdare su Rai1. È sia una operazione di carattere narrativo che una nuova modalità di sfruttamento multipiattaforma del prodotto. Questa non vuole essere una classica biografia che racconta nel dettaglio la vita di un grande artista, ma vuole coglierne l'essenza, il talento e l'unicità. È quindi un'opera con un taglio narrativo originale, che va a raccontare quello che è l'artista e la donna nel suo profondo".

Prosegue dicendo...

“Questo è un tributo ad una voce strepitosa e il nostro modo di far conoscere a chi non la conosce, un'artista incredibile ma anche una donna eccezionale. È un racconto popolare, che appartiene alla nostra storia artistica, ma è anche una storia che racconta in modo diverso l'esclusione e la violenza che può subire una donna. Questo film restituisce la memoria e il nome a una grande artista. Io sono felice di aver raccontato questa storia".

Luca Barbareschi: "Come ogni progetto questo film ha avuto una lunga gestazione. Io ringrazio tutti quelli con cui ho lavorato. Fin dall'inizio, quando ho pensato a questo progetto, avevo Serena in mente. Il valore aggiunto di un'attrice che canta davvero dal vivo è inestimabile. Ringrazio tutta la famiglia Bertè, sono stati tutti carini, perché fare un biopic è sempre difficile. Viviamo in un'epoca terribile di maldicenza. Cadere in basso è la cosa più facile del mondo. Le notizie tendono sempre a parlar male di qualcuno, sono tutte verso il negativo. Questo film racconta di una donna distrutta dalla maldicenza, questo film ha una grande importanza adesso, perché la cultura occidentale è così impacciata, tutto è finto con le fake news, invece qui raccontiamo una donna con un cuore immenso, una grandissima artista".

Monica Rametta: "Quando mi è stato proposto questo progetto, il primo sentimento che ho provato è stato quello della fortuna. Mi sono sentita fortunata e sono stata contenta di aver avuto questa opportunità, l'opportunità di poterla conoscere e raccontarla a voi. Questo progetto ha avuto una gestazione piuttosto lunga, grazie a questo ho avuto la possibilità di approfondire, di ascoltare tanta musica, la sua, di poter parlare e conoscere tanta gente. Ho parlato tanto con Loredana e con Alba Caria, una sua carissima amica. Tutte queste persone sono state utilissime, mi hanno dato delle informazione, un quadro ben preciso su Mia, poi però le ho messe da parte e ho cercato di scrivere la mia impressione di Mia Martini per cercare di restituire un'autenticità al personaggio, di tirarne fuori l'anima. Non volevo fare un documentario, ma raccontare l'artista e la donna. Un racconto che emozionasse".

Riccardo Donna: "Sono un grande appassionato di musica e proprio per questo conosco bene la storia di Mia. All'inizio ho avuto un po' paura, mi sembrava di dover affrontare una montagna insuperabile. Poi, quando ho letto la sceneggiatura e ho visto il provino di Serena, mi sono detto: si può fare! Mi ci sono buttato dentro. Ho voluto fare una storia credibile. A Serena ho detto solo di essere se stessa, di non cadere in imitazioni. Lei l'ha fatto benissimo. Ho cercato di ricostruire il mondo di questi vent'anni che scorrono nel film e ho fatto molta attenzione affinché fosse tutto verosimile. Volevo che Sanremo fosse davvero il Festival di Sanremo, che gli studi televisivi fossero reali, che per cantare avesse gli strumenti giusti. Non immaginate quanti volti ha cambiato Mia Martini in vent'anni. Abbiamo rifatto tutti i trucchi e le pettinature, anche nella ricostruzione dei dischi e delle locandine. Abbiamo rifatto tutto col volto di Serena. voglio ringraziare i miei collaboratori perché senza di loro non sarei riuscito a fare questo film. Gli scenografi, la costumista, il fotografo, i truccatori, tutti hanno fatto un lavoro enorme. Anche sulle musiche, avendo a disposizione Serena, che è un'ottima cantante, abbiamo potuto permetterci di far ricantare e risuonare da zero tutti i pezzi del film, utilizzando gli strumenti dell'epoca. Il risultato è dentro il film, che secondo me ha una forza d'impatto incredibile. Abbiamo ricostruito fedelmente quel mondo. Ho vissuto in pieno il periodo in cui succedeva tutto quello contro Mia Martini. Questo film è solo un piccolo modo per chiederle scusa. Tutti noi del mondo dello spettacolo non abbiamo fatto abbastanza per combattere quello che stava succedendo".

Serena Rossi: "Faccio fatica a parlare perché sono veramente emozionata. Sto ricevendo tanto amore e tanto ne ho provato io per Mia. Ho provato a conoscere veramente l'anima di questa donna, non solo musicalmente. Ho visto e letto miliardi di interviste e video, ho letto libri, ho fatto di tutto per provare a conoscerla e per lungo tempo ho ascoltato solo lei. È un film pieno d'amore. Sono successe un sacco di cose magiche e fortunate durante la lavorazione. Innanzitutto abbiamo iniziato a lavorare il 14 maggio, che è il giorno in cui è stata ritrovata. Io mi sono detta che non è stata una coincidenza. Abbiamo iniziato quando lei ha finito. In qualche modo... Ringrazio la squadra con cui ho lavorato, c'è stata tanta passione e amore sul set. Io non mi sono risparmiata mai, le ho dato ogni fibra del mio essere. Lei era una donna che si dava tantissimo e ho voluto renderle onore. Non ho voluto imitarla, perché sarebbe stato impossibile e neanche giusto, sarebbe stato anche un po' sterile e privo di sentimento e di anima. Io ho provato a darle un mio pezzo di cuore, pur non avendo vissuto tutto quello che ha vissuto lei.

Fare questo film mi ha lasciato un esempio di dignità e integrità, lei non si è mai piegata a compromessi. Mi porto dentro un grande esempio di donna in generale.”

Loredana Bertè: "Grazie a tutti. È stato un colpo al cuore quando ho visto Serena recitare nei panni di Mimì. Ha fatto una ricerca molto approfondita, ha studiato molto, e ha preso delle cose che erano esclusive di Mimì, come si muoveva, i suoi scatti, la sua malinconia e il dolore che provava dentro ma che non dimostrava spesso. Lei è impressionante come in certe scene mi è sembrata lei e mi è arrivata dritta al cuore. È una ragazza strepitosa, ha dato tutto. Si è vista l'anima di Mimì, non so come tu abbia fatto senza il suo vissuto, ma sei andata oltre. Dandomi questa emozione che mi ha preso al cuore sin dalla prima scena... io ho visto che era lei, col suo taglio classico. Devo ringraziare anche il regista che ha dato un taglio preciso a questo film. Lei era pazza scatenata. Tutti pensavano che delle due la pazza fossi io, invece era lei. Coraggiosissima. Attaccava chiunque con grande forza e si faceva strada anche tra le maldicenze, finché non ce l'ha più fatta e ha deciso di smettere di cantare. Andava in Calabria con i pescatori a cucire le reti e pescare con le lampare fino alla mattina. Questa è stata la sua vita per quasi dieci anni... Finché De Gregori non l'ha chiamata dicendole: ho scritto una canzone per te. Sono contenta che mi abbiano permesso di collaborare alla sceneggiatura, perché alcuni particolari li potevo sapere solo io, e Alba. Voglio ringraziare tutti per questo progetto".

Loredana a Serena Rossi: "Sei bravissima, hai una voce potente. Mi hai spettinata! Mimì sarebbe molto fiera di questa cosa, ne sono convinta e io lo sono di più. Mi hai commossa. Mimì sarà con me per sempre. Il tempo non cancella proprio niente, è come se fosse successo ieri. Hai parlato del 14 maggio. Lei è stata tre giorni in quella maledetta casa: due giorni da morta e uno da viva. Ora grazie a questo film Mimì rivive, anche se dentro di me e dentro il cuore dei suoi fan non è mai morta e mai lo sarà. Ma tu Serena , con questa interpretazione, le hai dato ancora più forza e potenza. Ti ringrazio anche a nome di Mimì".

Dajana Roncione: "Non so bene cosa aggiungere, è stato detto tutto. Anche io mi sento davvero fortunata di far parte di questo progetto bellissimo che parla di un'artista meravigliosa, perla di musica, di donne, di integrità e di onestà di come riuscire a rimanere integre e lottare. Sono emozionatissima perché ho conosciuto Loredana. Ho cercato di concentrarmi sul suo essere libera. Non ho voluto imitarti... spero di averti spettinato i capelli anche io".

Nel film non viene mai citato Ivano Fossati. Loredana Bertè sottolinea: "Ci sono due personaggi, Renato Zero e IvanoFossati, che non hanno voluto essere nominati. Non posso dire altro. Non ci sono voluti essere. Quello che posso dire è che non si può forzare una persona a fare una cosa che non vuole fare. Mi spiace molto, ma non ha tolto nulla a questo meraviglioso film".

testo e foto a cura di Cinzia Zagato

 
 

Follow Us

facebook-icon icona_blu_800x800 twitter-iconmovies_vimeo_icon1

Facebook