Benvenuti a Marwen

4.5
 

A due anni di distanza dal pregevole Allied, Robert Zemeckis torna dietro la macchina da presa e ci regala un altro dei suoi imperdibili gioielli, che inaugura l'anno cinematografico 2019 e vanta l'ennesima prova da Oscar da parte di Steve Carell. Basandosi su fatti realmente accaduti nel 2000 ed ispirandosi al documentario Marwencol di Jeff Malmberg, Benvenuti a Marwen è la storia di Mark Hogancamp (Carell), un fotografo dalle incredibili capacità ed immaginazione, vittima di un attacco da parte di un gruppo di teppisti che lo ha lasciato in coma per 9 giorni e senza memoria del suo passato.
Scritto dallo stesso Zemeckis, insieme a Caroline Thompson (collaboratrice anche di Tim Burton per Edward Mani di forbice e La sposa cadavere) - il tocco femminile è evidente e fondamentale nella sceneggiatura - il film possiede e sfoggia una particolare poesia, che solo di rado si imprime in maniera così forte in un racconto e nell'animo di chi lo ascolta e che in qualche modo arriva addirittura qui a modellarne la forma, ad elevarlo a qualcosa di trascendentale nonostante l'innegabile concretezza che invece lo caratterizza.
La violenza da cui prende avvio la vicenda viene per lo più trasfigurata ed osservata attraverso la lente di una tecnica quale la stop motion, solitamente riservata a prodotti ben diversi, grazie alla quale non perde un briciolo di quella potenza intrinseca ma senza risultare disturbante. Si viene a creare uno strano mix, alquanto unico nel suo genere, per cui una storia vera e terribile prende le sembianze di una favola piena di insegnamenti. La figura di Mark è emblematica di tutta una categoria di individui presi di mira per il loro modo di essere, per la sensibilità e la stravaganza. Ed è proprio la diversità a fare da fil rouge tra il progetto ed il suo protagonista: Benvenuti a Marwen è un'opera dolorosamente realistica, che sceglie di trattare una tematica complessa e delicata in maniera atipica, riuscendo però a conservarne la sostanza e a rendere così la pellicola un'esperienza eccezionale ed indelebile. Restare impassibili durante (e dopo!) la visione non è contemplabile, così come non essere attraversati dalla rabbia, l'indignazione, il dolore, dinanzi alle vicende che scorrono sullo schermo e che spingono al confronto, alla discussione.
L'intolleranza e la brutalità degli uomini di contro alla compassione e alla forza delle donne sono solo la punta dell'iceberg contemplato e sviscerato nel corso della narrazione; non esiste bianco e nero, non nella realtà, ma tante sfumature colorate che compongono infine l'esistenza e che permettono di metabolizzare anche un evento traumatico come quello subito da Mark.
Splendida la caratterizzazione anche dei personaggi di contorno, per lo più femminili - a tal proposito si noti la straordinaria somiglianza delle bambole alle attrici - ognuno dei quali risponde ad una particolare esigenza, che sia il lato materno o quello autoritario, il lato romantico o quello passionale, e contribuisce al percorso di accettazione e guarigione del protagonista.
Da ultimo molto interessante il discorso sulla fotografia ed il modellismo quale terapia, o mezzo attraverso cui rivivere i ricordi più terribili alla debita distanza, riversando tutta la paura, la disperazione, il sentirsi indifesi e vittime, la volontà di reagire e riprendere in mano la propria vita.

Scheda film

Titolo Originale Welcome to Marwen
Regia Robert Zemeckis
Sceneggiatura Robert Zemeckis
Fotografia C. Kim Miles
Montaggio Jeremiah O'Driscoll
Musica Alan Silvestri
Cast Gwendoline ChristieLeslie MannSteve Carell
Distribuzione Universal Pictures Italia
Origine USA
Anno 2018
Durata 116'
Genere Drammatico
Data di uscita Gennaio 10, 2019

Trailer

 
 

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