Il vizio della speranza

4.5
 

A distanza di due anni dall'apprezzatissimo Indivisibili, presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia, Edoardo De Angelis torna dietro la macchina da presa (e da scrivere) per raccontare una storia di donne profondamente tragica, emozionante ed in qualche strano modo ottimistica.
Il vizio della speranza narra le vicende di Maria (e già il nome dovrebbe essere indicativo di quanto accadrà), una giovane che vive tra discariche e baracche e per lavoro si occupa di partorienti costrette a vendere il proprio figlio.
La potenza di un'opera come questa sta tanto nella resa visiva oltre che tecnica, quanto soprattutto nella sostanza della narrazione, una sostanza pregna di temi attuali, delicati, poco comuni ma molto importanti. Il traffico e lo sfruttamento di esseri umani, la mercificazione del corpo e di bambini non ancora nati, la disperazione di donne disposte a rinunciare al loro bene più prezioso per un gruzzolo di spiccioli. In uno scenario simile è davvero difficile pensare alla speranza, anche solo concepire il concetto e la portata che ha (e può avere) nell'esistenza di queste figure al completo sbaraglio. Eppure il titolo della pellicola sembra suggerire il contrario: anche quando tutto intorno sta crollando, quando la disumanizzazione e la crudeltà prendono il sopravvento, quando si perde anche quell'ultimo barlume che si possedeva, dall'angolo più inaspettato che si possa immaginare arriva un segno, un gesto per quanto piccolo sia, un momento in cui avviene la svolta, ed è una svolta che cambia la vita.
Maria, ideale e reale traghettatrice di vite e di speranza, è colei che rompe le regole troppo a lungo rispettate, mettendo a rischio tutto ciò che possiede e conosce, spinta da un istinto primordiale, potente, quasi divino (non a caso vanta lo stesso nome della madre di Gesù).
Il purgatorio nella quale si muovono queste figure cerca in tutti i modi di schiacciarle, di cancellarle, di renderle parte di un ingranaggio senza anima, ma basta un giro di giostra per riportare alla luce quell'infanzia felice che è un diritto inalienabile.
Vincitore del Premio BNL del Pubblico alla Festa del Cinema di Roma 2018, Il vizio della speranza è un piccolo capolavoro e solo un cineasta come De Angelis avrebbe potuto renderlo simile, grazie alla sua incredibile capacità di padroneggiare il genere e radicarlo in una cinematografia come la nostra. Il suo stile colpisce gli occhi prima che il cuore, gioca con i colori e le sfumature che ognuno di essi simboleggia: le tonalità scure lasciano il posto a quelle più sgargianti solo nel momento in cui c'è possibilità di redenzione, di salvezza; il bianco della purezza e dell'innocenza viene macchiato dal rosso del sangue e del dolore; il cielo plumbeo veglia e sovrasta su tutto e tutte.
Sorprendente ed assolutamente indelebile la prova in primis di Pina Turco (Maria), affiancata da un magnifico Massimiliano Rossi, nei panni di Pengue, l'unico realmente definibile Uomo.

Scheda film

Regia Edoardo De Angelis
Sceneggiatura Edoardo De AngelisUmberto Contarello
Fotografia Ferran Paredes
Montaggio Chiara Griziotti
Musica Enzo Avitabile
Cast Marina ConfaloneMassimiliano RossiPina Turco
Distribuzione Medusa Film
Origine Italia
Anno 2018
Durata 96'
Genere Drammatico
Data di uscita Novembre 22, 2018

Trailer

 
 

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