Borg McEnroe

4.5
 

"Tennis uses the language of life. Advantage, service, fault, break, love, the basic elements of tennis are those of everyday existence, because every match is a life in miniature." - Andre Agassi


Ispirato a fatti realmente accaduti, Borg McEnroe mostra l'incontro/scontro tra i due migliori giocatori di tennis negli anni Ottanta, lo svedese Björn Borg e l'americano John McEnroe, che lottarono per il trofeo a Wimbledon in una partita di quasi 4 ore (3.53 per l'esattezza).
La pellicola diretta da Janus Metz è senza alcun dubbio una delle migliori presentate alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, dove ha trionfato con il Premio BNL del Pubblico, e i motivi sono molteplici. A partire dal cast sorprendente: Sverrir Gudnason è un Borg dagli occhi ed il cuore di ghiaccio - non a caso i due furono soprannominati "ice and fire", "ghiaccio e fuoco" - capace di rendere il tumulto delle emozioni, che inevitabilmente lo scuote e che volontariamente trattiene, con una naturalezza ed una verità fuori dal comune; allo stesso modo Shia LaBeouf incarna perfettamente il ribelle, lo spaccone, senza peli sulla lingua e con un'energia strabordante, ma anche una vulnerabilità nascosta, sfruttando tutto ciò che conosce e che fa parte della sua persona(lità). Apparentemente agli antipodi, i due protagonisti rivelano in realtà di somigliarsi molto; a differenziarli sono piuttosto le esperienze di vita, le famiglie (ed in particolare la figura paterna), la preparazione sportiva, il rapporto con amici e fan.
Borg McEnroe ha l'incredibile merito di descrivere due giovani uomini, prima che grandi campioni, in maniera chiara, diretta, senza insistere su elementi che avrebbero facilmente suscitato sentimenti "banali", ma raccontando invece la loro storia, chi sono e cosa hanno vissuto per arrivare al successo, i sacrifici e gli sforzi. Tra un flashback ed un altro, conquistati da un montaggio impeccabile e significativo - ogni inquadratura sembra studiata per trasmettere qualcosa, sia anche in modo inconsapevole -  si sviluppa così una storia che di "soprannaturale" ha solo il talento di chi la popola.
Quelle emozioni così strenuamente trattenute da Borg vengono via via rilasciate, nel corso della narrazione, centellinate in un crescendo che conduce necessariamente (ed ovviamente) al gran finale in cui è forse impossibile non sentirsi partecipe, non avere l'impressione di essere su quegli spalti e tifare per l'uno o per l'altro. Per coloro che ricordano l'edizione di Wimbledon del 1980 l'esito della partita non sarà una sorpresa, ma ciò non toglierà efficacia alla parte conclusiva, vero e proprio baluardo di un'opera interamente riuscita.
La sceneggiatura di Ronnie Sandahl, proprio come un match di tennis equilibrato, alterna momenti di un'ironia pungente ad altri di improvvisa commozione, che si incrociano e si integrano con fluidità, senza stacchi o forzature. Ed il continuo accostamento tra la figura di Borg e quella di McEnroe fa sì che si arrivi a sentire di conoscere chi si ha di fronte, a comprenderne in qualche modo motivazioni e scelte, e ci si senta parte di un momento storico.

Scheda film

Titolo Originale Borg/McEnroe
Regia Janus Metz Pedersen
Sceneggiatura Ronnie Sandahl
Montaggio Per K. KirkegaardPer Sandholt
Cast Shia LaBeoufStellan SkarsgårdSverrir Gudnason
Distribuzione Lucky Red
Origine DanimarcaFinlandiaSvezia
Anno 2017
Durata 107'
Genere BiograficoDrammatico
Data di uscita Novembre 09, 2017

Trailer

 
 

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