Cattivissimo Me

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A qualche mese di distanza dall’uscita statunitense e preceduto da numerose critiche positive, l’ultima fatica targata Universal, Cattivissimo me, raggiunge anche le sale italiane con promesse di divertimento e buoni sentimenti, intelligenti strizzate d’occhio ed un pizzico di originalità: il protagonista è infatti un malvagio doc, Gru, fermamente intenzionato a rubare la luna per battere, una volta per tutte, la spietata e più giovane concorrenza, impersonata dall’ipertecnologico e raccomandato Vector. Per compiere il suo piano però, il simpatico protagonista ha bisogno dell’aiuto di tre energiche orfanelle, Margo, Edith ed Agnes, dedite alla danza classica e alla vendita di biscotti.
Nonostante il fascino del male da sempre eserciti una grande influenza sulle società e sui singoli, di rado al cinema, soprattutto in quello d’animazione, i cattivi sono protagonisti – ad eccezione forse dello scorbutico Scrooge di A Christmas Carol, comunque giustificato dal fatto di essere tratto da un romanzo –, ma talvolta l’idea di utilizzarli e presentarli come persone dal trascorso difficile e particolare si rivela di grande interesse, portando inevitabilmente ad affezionarsi lo stesso e facendo riflettere su come spesso siano labili e non prefissati i confini tra bene e male: in fondo Gru non è altro che un bambino cresciuto (ma non troppo) senza una figura paterna accanto, alla costante ricerca dell’approvazione e dell’affetto materni e con una creatività fuori dal comune, che sfocerà nella costruzione di marchingegni ad alto tasso inquinante e dall’aspetto gotico.
Appare quindi una sorta di sfida, in fin dei conti riuscitissima, quella di conquistare un pubblico di bambini con un personaggio che, almeno inizialmente, incute più timore che tenerezza, mentre per gli adulti risulta sicuramente più facile, dal momento che Gru usa il sarcasmo ed il cinismo per districarsi nella vita, concetti che sfuggono ai più piccoli, e inoltre le varie citazioni che costellano la narrazione non fanno che catturare l’attenzione e la curiosità dei più grandi, in un divertente gioco di rimandi – su tutti la targa che compare nella banca “The Lehman Brothers”, la società incappata nella più grande bancarotta degli Stati Uniti, ma anche la riproposizione, in chiave più leggera, di grandi scene appartenenti a capolavori come Il padrino –, alcuni forse neanche troppo voluti dagli autori.
Mentre invece risultano alla portata di (quasi) tutti le somiglianze tra gli irresistibili e giallissimi Minion e gli Umpa-Lumpa de La fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, o anche tra la puntuta figura di Gru ed il Pinguino nemico di Batman.
Alternando molto abilmente elementi della favola, come il luna park – dove tra l’altro si svolge l’unica scena per cui vale veramente la pena il 3D – o la mania di Agnes per gli unicorni, temi considerevoli come l’essere genitori ed avere delle responsabilità, situazioni frizzanti ed ironiche come i dialoghi che le sostengono, Cattivissimo me ha carattere, diverte in maniera genuina e mostra tutte le carte in regola per reggere il confronto con i concorrenti prodotti Pixar.
Max Giusti – nella versione originale c’è Steve Carell – si rivela infine una scelta più che vincente per dare voce (e corpo) al simpatico protagonista, burbero ma dal cuore d’oro, capace di far sorridere e commuovere con la stessa delicata energia.


* Per saperne di più sul film, leggi il resoconto dell'incontro stampa con Max Giusti.

Scheda film

Titolo Originale Despicable Me
Regia Chris RenaudPierre CoffinSergio Pablos
Sceneggiatura Cinco PaulKen Daurio
Montaggio Gregory PerlerPam Ziegenhagen
Musica Hans Zimmer
Distribuzione Universal
Origine USA
Anno 2010
Durata 95'
Genere Animazione
Data di uscita Ottobre 15, 2010

Trailer

 
 

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