A-Team

3.5
 

L’A-Team - una piccola ma efficace squadra delle Forze Speciali dell’esercito americano, esperta in missioni segrete - viene ingiustamente condannata per un crimine di portata nazionale. Spediti e rinchiusi in parti diverse del mondo, i quattro soldati del team dovranno ingegnarsi, ancora una volta, per riuscire a dimostrare la loro innocenza e riabilitare i loro nomi.
Basato sull’omonima ed apprezzata serie tv, prodotta dall’NBC ed andata in onda negli anni Ottanta, l’A-Team diretto da Joe Carnahan (Smokin’ Aces) è il classico blockbuster estivo, pieno di azione, humour ed effetti speciali. L’intento degli autori era quello di restare il più fedele possibile all’originale televisivo, adattandolo però al pubblico del ventunesimo secolo. Tutto sembra quindi poter essere condensato nella battuta di Hannibal Smith (Liam Neeson), «l’esagerazione è sottovalutata»: decine di container, fatti saltare in aria, appaiono come dei Lego, tre paracaduti di emergenza riescono a far volare un cingolato di decine di tonnellate ed i nostri protagonisti escono di continuo, senza quasi un graffio, dalle incredibili ed assurde situazioni in cui si ritrovano.
La scelta di far partire la storia dal primo incontro tra i componenti della squadra si rivela vincente, poiché dà la possibilità di presentarli uno ad uno, in un divertente gioco di rimandi e citazioni: il sorriso beffardo del colonnello Smith, con l’inconfondibile sigaro sempre acceso, è ben reso dal canuto (per l’occasione) Neeson; il possente P.E. ha la stazza e la simpatia del peso massimo leggero Quinton Rampage Jackson; la faccia da schiaffi per antonomasia (in originale si chiama Face), Sberla, prende le affascinanti fattezze di Bradley Cooper; mentre il folle capitano Murdock, il personaggio che più si avvicina al suo predecessore televisivo, è interpretato dal volto, emerso con District 9, di Sharlto Copley. Accanto a loro, un piccolo plauso va anche ai comprimari: gli ambigui Patrick Wilson e Brian Bloom, e l’unica donna del folto gruppo, la sempre in forma Jessica Biel.
Rispetto alla serie, l’A-Team cinematografico mostra naturalmente delle differenze, puntando per esempio il dito, neanche troppo sottilmente, contro un’istituzione come la Cia, e conservando però quell’idea di fondo di un gruppo di uomini al servizio della giustizia e del proprio Paese. Nonostante a tratti sembra essere la vendetta a prendere il sopravvento e a diventare il leitmotiv che spinge ad agire, dando così il via anche ad una riflessione forse azzardata sulla (non) violenza, questi uomini rappresentano comunque il lato buono della medaglia.
L’inconfondibile sigla iniziale del telefilm viene modernamente modificata e si può ascoltare la versione originale solo durante una scena de La grande fuga di John Sturges, come un geniale rinvio a quel superamento/sfondamento del piccolo schermo, che ha reso possibile la realizzazione della pellicola.
Diretto in maniera magistrale ed accattivante, fotografato da quel Mauro Fiore, recente premio Oscar per Avatar, e prodotto tra gli altri dai fratelli Scott, A-Team conquista e diverte dal primo all’ultimo minuto.

Scheda film

Titolo Originale The A-Team
Regia Joe Carnahan
Sceneggiatura Derek HaasMichael BrandtSkip Woods
Fotografia Mauro Fiore
Musica Alan Silvestri
Cast Bradley CooperJessica BielLiam NeesonSharlto Copley
Distribuzione 20th Century Fox
Origine USA
Anno 2010
Durata 121'
Genere Azione
Data di uscita Giugno 18, 2010

Trailer

 
 

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