Bright Star

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Bright Star è la breve ma intensa storia d’amore, nata nei salotti inglesi di inizio Ottocento, tra la giovane Fanny Brawne (Abbie Cornish) e il poeta John Keats (Ben Whishaw): dapprima semplici conoscenti, i due si scoprono e svelano gradualmente, al di là degli ostacoli rappresentati dal denaro e dai costumi dell’epoca, fino ad arrivare alla grande passione che li travolgerà, ma che verrà bruscamente interrotta dalla tragica e prematura morte di lui, colpito a soli 25 anni da una grave malattia.
A quattordici anni di distanza da Ritratto di signora, Jane Campion torna ad affrontare un melodramma in costume, dal punto di vista di una giovane donna, sognatrice e determinata, a cui la vita mette davanti difficoltà insormontabili, che la segneranno per sempre: a differenza però di Isabel Archer (la Nicole Kidman protagonista della precedente pellicola), che sceglie la “direzione” da dare alla sua vita amorosa, Fanny appare quasi destinata all’incontro e al successivo innamoramento con Keats, vittima della sensibilità e del fascino sottile del poeta inglese.
La decisione della regista neozelandese di adottare la visuale di questo importante, anche se poco noto, personaggio della storia di Keats, rientra sicuramente nel suo personale modo di fare cinema – sempre molto vicino all’ottica femminile –, e rende l’opera più reale e sofferta, distante dai tradizionali biopic, di cui conserva solo alcuni aspetti.
Fondamentale il volto da dare alla protagonista: Abbie Cornish (Paradiso + Inferno) è un indescrivibile, quanto convincente, mix di Kidman e Theron, delle quali richiama la grazia, l’energia, la dolcezza di gesti e sguardi; mentre ad indossare i complessi panni del poeta troviamo il più che promettente Ben Whishaw (Profumo), la cui naturale espressività riempie lo schermo e cattura gli animi. Degno di attenzione anche il bravo e semisconosciuto Paul Schneider (L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford), nel ruolo dell’ambiguo amico-collega Mr. Brown.
I temi della libertà e della responsabilità (già presenti in Ritratto di signora) emergono in tutta la loro forza, in un’epoca in cui alle donne ancora poco o nulla è concesso, e dove tante sono le convenzioni sociali da rispettare. Perfettamente ricostruiti e resi, gli ambienti, le situazioni e le atmosfere del primo Ottocento forniscono la base su cui si insinua e si impone la poesia e tutto ciò che ad essa è attinente: Fanny diventa così la musa, neanche troppo inconsapevole, di un poeta ben disposto ad aprirle mente e cuore, a lasciarsi completamente andare, finendo per raggiungere i picchi massimi di romanticismo, che diventeranno, di lì a breve, un indiscusso modello di riferimento.
Tutto sembra infine concorrere a dare ancora più consistenza alla struggente storia d’amore che si svolge davanti ai nostri occhi: dalle toccanti e dosate musiche, ai paesaggi di una bellezza quasi artificiosa, dagli essenziali ed arguti dialoghi, all’idea di utilizzare la voce fuori campo per i versi delle poesie. La Campion si conferma abile nel gestire ed integrare tutti gli elementi al servizio della storia. E, da questo punto di vista, l’unica critica che si può imputare al film è la lentezza che lo caratterizza, in parte giustificata dall’argomento trattato, ma spesso “scivolosa” a livello di tensione emotiva.

Scheda film

Titolo Originale Bright Star
Regia Jane Campion
Soggetto dalla biografia "Keats" di Andrew Motion
Sceneggiatura Jane Campion
Fotografia Greig Fraser
Montaggio Alexandre de Franceschi
Musica Mark Bradshaw
Cast Abbie CornishBen WhishawPaul Schneider
Distribuzione 01 Distribution
Origine AustraliaFranciaGran Bretagna
Anno 2009
Durata 119'
Genere Drammatico
Data di uscita Giugno 11, 2010

Trailer

 
 

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