Presentato alla Quinzaine des Realisateurs, Fiore di Claudio Giovannesi narra le vicende di Daphne (Daphne Scoccia), finita in un carcere minorile in seguito ad una rapina, e di Josh (Josciua Algeri), anche lui detenuto nella stessa struttura. Poco alla volta i due ragazzi si conoscono, si confidano ed iniziano a provare qualcosa che somiglia all'amore, al desiderio.
Quattro anni fa il regista romano si era imposto all'attenzione di pubblico e critica con l'intenso Alì ha gli occhi azzurri, in concorso alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Oggi torna a trattare tematiche complesse, problematiche attuali ed estremamente delicate, attraverso lo sguardo di adolescenti alle prese con esse.
I giovani protagonisti si fanno rappresentanti di una società allo sbando, una società che non sembra in grado di garantire un'educazione e, soprattutto, un'amore verso i propri figli, che si ritrovano così completamente abbandonati a loro stessi, ai loro istinti (di sopravvivenza ma non solo), bisognosi di attenzioni anche piccole e spesso puniti a causa di qualcosa che non possono e non riescono a gestire.
La mancanza di un vero (e valido!) punto di riferimento fa sì che si crei una barriera, difficile da abbattere, tra adulti ed adolescenti, che appaiono come due microcosmi incapaci di entrare in contatto.
Lungi dall'essere un atto di denuncia contro un certo tipo di istituzioni, mostrate invece in un'ottica abbastanza positiva, Fiore vuole semplicemente raccontare una storia, una storia di vita, di amore, di scelte. Sono infatti queste ultime che hanno condotto Daphne, Josh, Ascanio (Valerio Mastandrea nei panni del padre di lei) a dover scontare una pena detentiva e, allo stesso tempo, sono sempre le scelte a determinare la direzione della pellicola.
Se potenzialmente la seconda prova dietro la macchina da presa di Giovannesi si rivela ricca di begli spunti, supportata anche da un ottimo reparto tecnico - la fotografia di e le musiche di incanalano le sensazioni di ogni scena - alla fine non conserva però il mordente dell'opera d'esordio.
Forse eccessivamente lungo (110 minuti) e poco concentrato nello sviluppo dei personaggi secondari, per cui sembrano quasi tutti un po' stereotipati, e di alcune dinamiche fondamentali, Fiore resta un film di buona fattura ma dalle scarse emozioni.
Bellissima ed incredibilmente espressiva, Daphne Scoccia non riesce a creare quell'empatia necessaria in simili progetti, e la scelta di starle addosso, con la macchina da presa che non la lascia un attimo, non aiuta; d'altro canto Josciua Algeri non possiede la presenza scenica adatta a ricoprire il ruolo e a dargli un qualche spessore. Peccato.

Scheda film

Regia Claudio Giovannesi
Sceneggiatura Claudio Giovannesi
Fotografia Daniele Ciprì
Montaggio Giuseppe Trepiccione
Musica Andrea MoscianeseClaudio Giovannesi
Cast Daphne ScocciaJosciua AlgeriValerio Mastandrea
Distribuzione Bim
Origine Italia
Anno 2016
Durata 110'
Genere Drammatico
Data di uscita Mag 25, 2016

Trailer

 
 

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