Allacciate le cinture

1.5
 

La carrellata iniziale, con la pioggia scrosciante e i passi veloci dei passanti che cercano un riparo, sale lenta sino a i volti di un gruppo di gente in attesa sotto la pensilina dell’autobus. È così che le vite di Elena (Kasia Smutniak) e Antonio (Francesco Arca) si incrociano. L'attrazione fisica tra i due scoppia improvvisa (e anche un po’ insensata, a dire il vero) portando la prima grande scossa nella vita della ragazza, che si ritrova così nella scomoda situazione di dover rivelare alla migliore amica di essersi innamorata del suo fidanzato. Non manca il fidato amico gay a farle da supporto. Tredici anni dopo le difficoltà da affrontare saranno ben più serie e gravi, con una malattia devastante che metterà a dura prova i delicati equilibri tra Elena e Antonio.
Ferzan Ozpetek torna nelle sale con un film drammatico e ricco di sentimento, in cui al centro c’è l'amore, quello travolgente e ardente, che resiste nel tempo nonostante le difficoltà della vita. L’amore di coppia, ma anche quello corale degli amici e della famiglia. Nonostante il delicato tema affrontato, Allacciate le cinture non emoziona lo spettatore, a causa di una sceneggiatura incerta e priva di equilibrio. Sebbene sia girato con sapienza e dote, il film non ha spessore. Si percepisce la forte volontà di trasmettere passione, attrazione carnale e sentimenti travolgenti, ma il desiderio del regista rimane superiore a quello che poi riesce effettivamente a mettere in scena. Invece di realizzare un dramma puro, Ozpetek sceglie una mescolanza di toni, con l’inserimento di scene divertenti, battute e personaggi macchiettistici, che non si amalgamano con il resto della pellicola. Il risultato che ottiene è quello di apparire confuso e incerto sulla direzione da prendere. Inoltre, l’eccessivo indugiare del regista sui volti sofferenti e sugli sguardi intensi dei protagonisti, immortalati in lunghi silenzi che dovrebbero suggerire i loro stati d’animo tormentati, risulta alla lunga ripetitivo e sterile. Un uso più parsimonioso delle pause e, di conseguenza, una gestione dei tempi narrativi meno dilatati, avrebbe giovato sia al ritmo del film che alla recitazione degli attori. Se aggiungiamo poi un protagonista maschile, dotato quanto si vuole fisicamente, ma totalmente inespressivo e inadeguato, si ottiene un prodotto al di sotto delle aspettative. La pellicola, che dalle prime scene iniziali potrebbe sembrare promettente, scivola lentamente nell’oblio della noia. La relazione amorosa tra Elena e Antonio è talmente flebile e fondata sul nulla da risultare quasi fastidiosa. Fortunatamente personaggi come Egle, interpretata dalla brava Paola Minaccioni, risollevano in parte lo svolgimento di questa storia, strappando sempre un tenero sorriso. L’intento di Ozpetek di raccontare una grande passione, un’amicizia al confine con l’amore, intrecci familiari stravaganti ma forti, e una grande malattia; purtroppo, però, non riesce mai a toccare le giuste corde per smuovere un vero sentimento.


* Per saperne di più sul film, leggi il resoconto dell'incontro stampa.

* Guarda il photocall a cura di Cinzia Zagato

Scheda film

Regia Ferzan Ozpetek
Sceneggiatura Ferzan OzpetekGianni Romoli
Fotografia Gianfilippo Corticelli
Montaggio Patrizio Marone
Cast Filippo ScicchitanoFrancesco ArcaKasia Smutniak
Distribuzione 01 Distribution
Origine Italia
Anno 2014
Durata 110'
Genere Drammatico
Data di uscita Marzo 06, 2014

Trailer

 
 

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