300 - L'alba di un impero

1.5
 

Dopo la morte dei 300 spartani alle Termopili, la Grecia sembra destinata a soccombere alla potenza del re Serse, ma l’ateniese Temistocle non si arrende e tenta l’estrema carica contro la marina persiana, guidata dalla feroce Artemisia. Più spin-off che sequel, il film di Noam Murro riprende lo stile visivo imposto dal predecessore e ne esaspera le caratteristiche principali. La slow-motion, il sangue digitale a fiumi, i set interamente digitali e i discorsi patriottici erano elementi già presenti nel film di Snyder (qui in veste di produttore e co-sceneggiatore), ma il regista israeliano porta tutto a un livello successivo, risultando ridondante e stucchevole in più frangenti. L’introduzione di un pizzico d’ironia e la presenza di una figura femminile forte sono quindi scelte ben gradite, che provano a dare un’entità personale alla pellicola, riuscendoci almeno in parte. L’Artemisia di Eva Green, come la Vesper di Casino Royale, non è la classica bellezza poco funzionale alla vicenda, ma anzi, è una donna spietata che nasconde un oscuro passato (svelato gradualmente) e che scende direttamente sul campo di battaglia, senza dover chiedere niente a nessuno. Peccato che sia solo un’anomalia all’interno del film. Il resto dei personaggi sono così piatti e monodimensionali da essere insufficienti anche per il genere stesso; e non bastano ettolitri di sangue e una grottesca scena di sesso a salvare la baracca. Stapleton (Animal Kingdom) è un Temistocle poco incisivo, un leader senza carisma che si differenzia da Leonida solo per il colore del mantello indossato e per l’abitudine di sfoderare belle parole ogni qualvolta se ne presenti la possibilità: va bene arrivare al climax finale con un bel discorso carico e motivante, ma farlo più volte in un’ora e mezza (circa) suona più ridicolo che epico. Il resto dei comprimari, essendo perlopiù carne da macello, si scorda facilmente; mentre Serse si limita ad osservare il conflitto dal suo trono, anche perché la sua prossima mossa la vedremo nell’inevitabile seguito anticipato dal finale aperto. Con poca personalità, Murro ricalca l’opera di Snyder, citandola tra un calcio e una frase iconica, e abusando di un effetto ralenty che permette di arrivare a stento - titoli di coda esclusi - ai canonici novanta minuti: senza di esso, il film non ne sarebbe durato sessanta. Ad accompagnare musicalmente i massacri dei greci troviamo invece Junkie XL, compositore approdato da poco al cinema e proveniente dal mondo dei videogiochi: non a caso la sua pomposa colonna sonora ben si accosta al videogioco di bassa caratura che è questo 300. E rimanendo in tema, l’utilizzo della sempreverde War Pigs nei titoli di coda, nonostante potrebbe apparire un insulto per i più, riesce a riassumere tutto il film nel titolo: porci di guerra. Ecco cosa sono gli Ateniesi e i Persiani per Miller e compagnia, ammassi di carne che combattono senza senno e senza ideali. Di conseguenza, se siete in cerca di un action in costume, volgete il vostro sguardo altrove; altrimenti divertitevi pure con queste caricature involontarie - dove i cavalli prendono fuoco e volano - se pensate che siano epiche.

Scheda film

Titolo Originale 300: Rise of an Empire
Regia Noam Murro
Sceneggiatura Kurt JohnstadZack Snyder
Fotografia Simon Duggan
Montaggio David BrennerWyatt Smith
Musica Junkie XL
Cast Callan MulveyEva GreenRodrigo Santoro
Distribuzione Warner Bros. Pictures Italia
Origine USA
Anno 2014
Durata 102'
Genere AzioneDrammatico
Data di uscita Marzo 06, 2014

Trailer

 
 

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