Barbarossa

1.5
 

Nell’Italia del dodicesimo secolo si svolge la lotta che oppone i comuni autonomi del Nord Italia e l’imperatore Federico Hohenstaufen (detto “Barbarossa”), il cui sogno è la restaurazione dell’impero universale. Fino a quando la Lega Lombarda guidata da Milano non riesce a ottenere una decisiva vittoria nella battaglia di Legnano.
Alla base del conflitto vi sono due concezioni antitetiche del potere: Alberto Giussano è l’espressione del potere popolare della nascente classe mercantile mentre Barbarossa è il sovrano eletto da Dio che ha una missione da compiere.
Il modello principale di riferimento è Braveheart sia nella rappresentazione di un popolo oppresso da un potere dispotico e ingiusto sia per quanto riguarda il gusto per l’epico e l’avventuroso, tipico del cinema hollywoodiano. Il film rappresenta per la prima volta in Italia un imponente sforzo produttivo per un racconto epico spettacolare di respiro internazionale.
Nella prima parte il film regge abbastanza bene ricalcando gli stilemi tipici del genere e Martinelli riesce a imporre un ritmo e un afflato sconosciuto al nostro cinema, ma poi incappa in una sceneggiatura piena di buchi che più volte cade nel ridicolo involontario. Infatti, dalla seconda parte in poi, vi è una progressiva caduta con momenti davvero imbarazzanti e personaggi poco credibili (il villain Siniscalco Barozzi, interpretato da F. Murray Abraham, che più cattivo di così non si può), fino ad approdare ad un finale di cattivo gusto. Attori non del tutto indovinati e scelte incomprensibili (ma perché la pur ottima Kasia Smutniak non è stata doppiata?) fanno di Barbarossa un’opera dalle molte ombre e dalle poche luci. Per di più il film si mette vergognosamente a scimmiottare i modelli, da Bravehaert ovviamente (con tanto di discorso sulla libertà incluso) fino a Robin Hood: principe dei ladri, dei quali vorrebbe ricreare il fascino, ma il cui confronto è impietoso. Nel finale viene fuori vistosamente la committenza ideologica leghista volta alla celebrazione del coraggio dei comuni padani, il che dà l’affondo definitivo ad una pellicola già di per sé non riuscita dal punto di vista artistico. Un film “grande” tanto nelle intenzioni quanto nei suoi errori. Sprecata la bella fotografia di Fabio Cianchetti.

Scheda film

Regia Renzo Martinelli
Sceneggiatura Anna SamueliGiorgio SchottlerRenzo Martinelli
Montaggio Osvaldo Bargero
Musica Aldo De Scalzi
Cast Cécile CasselKasia SmutniakRaz DeganRutger Hauer
Distribuzione 01 Distribution
Origine Italia
Anno 2009
Durata 139'
Genere DrammaticoStorico
Data di uscita Ottobre 09, 2009

Trailer

 
 

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