Benvenuto Presidente!

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Siamo in Italia. La crisi ha messo in ginocchio milioni di persone, lo Stato applica tagli alla cultura, agli enti pubblici, alla Sanità. La classe politica pensa come sempre ai propri interessi prendendosi gioco delle istituzioni e degli elettori. Praticamente niente di nuovo. In questo consueto panorama politico e sociale si svolge la storia di Benvenuto Presidente!
Le camere sono in subbuglio per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica e pare che non si riesca a trovare un accordo. In un gioco a chi la spara più grossa, i vertici dei partiti trovano un finto compromesso. Il Parlamento vota all'unanimità un nome altisonante, capace di unire nord e sud, destra e sinistra: il nome in questione è Giuseppe Garibaldi. Caso vuole però che alla beffa segua un danno irreparabile. In un paesino di montagna, Peppino (Claudio Bisio), all'anagrafe Giuseppe Garibaldi, bibliotecario precario, ha tutte le carte in regola per divenire il nuovo Presidente della Repubblica. La classe politica confida in una rinuncia ma Peppino, al contrario, accetta l’incarico.
Giunto a Roma, il neoeletto Presidente dovrà destreggiarsi tra gli impegni istituzionali, la macchina del fango messa in atto dai suoi detrattori e il rigoroso protocollo della vita presidenziale. Ad aiutarlo ci sarà il Vice segretario generale Janis (Kasia Smutniak), donna attenta all’etichetta ma dal passato turbolento. Pian piano Peppino si renderà conto di quanto sia difficile ricoprire un ruolo così importante senza sporcarsi le mani e senza mettere a repentaglio l’incolumità dei suoi cari. Nonostante tutto Peppino riuscirà a conquistare gli italiani e il mondo intero con onestà e buon senso.
Benvenuto Presidente! è un film leggero, divertente, senza particolari ambizioni, che però arriva al cuore degli spettatori, anche a quello dei più scettici e smaliziati. Una richiesta esplicita di onestà, di abbandono di quel modo di pensare all'italiana, non solo da parte di chi ricopre incarichi pubblici ma anche (e soprattutto) da parte dei semplici cittadini. Una richiesta fatta con allegria, con la comicità e i luoghi comuni che ci contraddistinguono e che ci rendono unici.
In fin dei conti Peppino non è tanto diverso da Antonio La Trippa (Totò) ne Gli Onorevoli (Sergio Corbucci, 1963) e nemmeno i politici di oggi sono tanto diversi da quelli di allora. Assistiamo dunque a una storia che si ripete inesorabilmente dove, però, resta viva e forte l’esigenza di riscatto e l’auspicio di un cambiamento.
Il film appare a tratti fin troppo retorico e perbenista, forse vittima di un modus vivendi così radicato nell’immaginario collettivo da mostrarci un tentativo di ristabilire l’ordine come un evento straordinario e quasi fuori luogo. Riccardo Milano, reduce dal successo televisivo di Volare - La grande storia di Domenico Modugno, andato in onda dopo la maratona sanremese e regista delle prime due stagioni di Tutti Pazzi per Amore, ci regala un film allegro che fa sorridere senza esagerare. Dopotutto è fisiologico: in tempo di crisi gli italiani hanno tanta voglia di ridere e questo film fa di sicuro al caso loro.

Scheda film

Regia Riccardo Milani
Sceneggiatura Fabio Bonifacci
Fotografia Saverio Guarna
Montaggio Giogiò Franchini
Musica Andrea Guerra
Cast Claudio BisioGiuseppe FiorelloKasia Smutniak
Distribuzione 01 Distribution
Origine Italia
Anno 2013
Durata 100'
Genere Commedia
Data di uscita Marzo 21, 2013

Trailer

 
 

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