Riprendendo una misteriosa e discutibile profezia Maya, secondo la quale la fine del mondo avrà luogo il 21 dicembre 2012, ed elaborandola con una specie di “mentalità futuristica”, per cui lo spazio rappresenta la salvezza, il tedesco Roland Emmerich non smentisce le aspettative di chi voleva il kolossal del secolo (almeno fino all’arrivo dell’Avatar di Cameron), impegnandosi in una superproduzione apocalittica dagli sfarzosi effetti speciali e dall’ingente budget.
John Cusack è il classico uomo della porta accanto, obbligato dalle necessità a diventare l’eroe di turno: scrittore di mediocri romanzi fantascientifici, separato dalla moglie (Amanda Peet), che si è rifatta una vita, con due figli che conosce poco, si troverà ad affrontare eventi di cui aveva solo immaginato l’esistenza, pur di salvare la sua famiglia e l’intera umanità, con l’aiuto dei pochi in grado di gestire la situazione.
Già ampiamente visto e trattato, il personaggio fa pensare per certi versi al Tom Cruise de La guerra dei mondi, ma dietro la macchina da presa qui non c’è Spielberg, né tantomeno una storia consistente sotto, come lo era invece il romanzo omonimo di Herbert George Wells. Quindi tutto viene giocato sul piano della spettacolarità, ormai sempre più affidata al digitale e alla sua straordinaria capacità di dar vita all’inimmaginabile, proiettando lo spettatore nel mezzo di un’inarrestabile e spaventosa calamità naturale, da cui sembra davvero impossibile poter fuggire. Ma a cui sembra, allo stesso modo, davvero troppo difficile poter credere: si rischia così di perdere quel minimo necessario di plausibilità, poco o nulla supportato dalla trama, e di stancare piuttosto che divertire.
Emmerich aveva già dato prova delle sue capacità in tale ambito con i precedenti, e più godibili, Stargate, Independence Day e Godzilla, conquistandosi i favori di pubblico e critica, che gli avrebbero permesso poi di realizzare l’opera più vicina a questa, sotto diversi punti di vista: The day after Tomorrow. L’apocalisse è, in entrambi, il punto focale da cui si snoda il (debole) resto e in cui fa capolino una sorta di discorso sulla famiglia, separata per varie ragioni e poi riunita “grazie” alla catastrofe. Volendo, vi si potrebbe pure rintracciare un ammonimento per l’uso incauto che stiamo facendo del nostro pianeta, e perché no, dei nostri affetti, ma di certo quello che emerge e che resta, in questi ultimi due lavori molto più che negli altri, non è la causa ambientalista né l’importanza di certi rapporti. Forse anche Emmerich si meriterebbe un ammonimento simile, sull’uso incauto degli effetti speciali, che non sono e non possono essere l’unico mezzo per ottenere un buon film.

Scheda film

Titolo Originale 2012
Regia Roland Emmerich
Sceneggiatura Harald KloserRoland Emmerich
Fotografia Dean Semler
Montaggio David BrennerPeter S. Elliot
Musica Harald Kloser
Cast Amanda PeetChiwetel EjioforJohn Cusack
Distribuzione Sony Pictures
Origine CanadaUSA
Anno 2009
Durata 158'
Genere AzioneCatastrofico
Data di uscita Novembre 13, 2009

Trailer

 
 

Box Office

 
 
 

Follow Us

facebook-icon icona_blu_800x800 twitter-iconmovies_vimeo_icon1

Facebook