...E ora parliamo di Kevin

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Eva (Tilda Swinton) è una madre che deve fare i conti con qualcosa di terribile (lo scopriremo solo a fine film) di cui si è macchiato il figlio Kevin (Ezra Miller). Mentre tenta di ricominciare una vita tra l'ostilità dei vicini e i propri sensi di colpa, ricostruisce il suo rapporto con il figlio fin dalla nascita, per capire cosa lo ha portato a compiere un simile gesto e se avrebbe potuto evitarlo.
Sin da piccolo, infatti, Kevin dimostra un comportamento anaffettivo e di aperta sfida nei confronti della madre, che invece cerca di stimolarlo e amarlo con tutte le sue forze. Crescendo i suoi atteggiamenti diventano sempre più provocatori e antisociali, fino ad arrivare a mettere in allarme la madre che cerca in ogni modo di capirlo e aiutarlo, mentre il marito (John C. Relly) sembra ignorare ogni stranezza, illudendosi di vivere in una tranquilla famiglia modello. Ma i fatti ben presto assumeranno risvolti tragici a cui nessuno potrà più sottrarsi.
Narrato tutto dall'ottica di una madre che non riesce ad accettare la follia del figlio e deve darsi delle risposte razionali, la pellicola alterna con abilità presente e passato, costruendosi come un'inchiesta che accumula suspense fino all'ineluttabile esplosione della tragedia finale. Ma la domanda che la protagonista (e il film) pone per tutta la storia rimane senza risposta, risuonando ancora più angosciante.
Girato da Lynne Ramsay con indubbio professionismo, fotografato con un uso simbolico – abbastanza prevedibile – del colore rosso, che ovviamente richiama il sangue che scorrerà copioso nel finale, il film si regge sulle intense interpretazioni dei suoi protagonisti: la Swinson, vergognosamente ignorata agli Oscar, nei panni di una madre che lotta attraverso il proprio amore e la propria rabbia per salvare il figlio da un destino che sembra già scritto, offre una performance magistrale che vale la carriera; mentre non è da meno il giovane Miller, bravo attraverso pochi gesti o un semplice sguardo a rendere l'afasia e la sottile inquietudine del suo tormentato protagonista.
Alla fine della visione si resta però col forte sospetto che tanta grazia e bravura avrebbero meritato una causa migliore che questa cronaca di una tragedia annunciata, in cui il pugno allo stomaco arriva allo spettatore tramite uno studiato e calcolatissimo dramma a tavolino.
Questo disturbante ritratto adolescenziale, se ha il suo punto forte nella ricostruzione delle dinamiche familiari e nella descrizione dell'impossibilità di una madre di aiutare il proprio figlio, dall'altro si affida alla malattia di Kevin per far presa emozionale sullo spettatore, senza addentrarsi negli interrogativi che una storia di questo tipo poteva prevedere, preferendo registrare impassibilmente la follia di una gioventù malata senza causa e senza via d'uscita (in ciò il film si avvicina all'Elephant di Van Sant, pur senza averne lo splendore formale).
Le perturbanti musiche portano la firma di Johnny Greenwood, chitarrista dei Radiohead.

Scheda film

Titolo Originale We need to talk about Kevin
Regia Lynne Ramsay
Soggetto adattamento del romanzo "Dobbiamo parlare di Kevin" di Lionel Shriver
Sceneggiatura Lynne RamsayRory Kinnear
Fotografia Seamus McGarvey
Montaggio Joe Bini
Musica Jonny Greenwood
Cast Ezra MillerJohn C. ReillyTilda Swinton
Distribuzione Bolero Film
Origine Gran BretagnaUSA
Anno 2011
Durata 112'
Genere Drammatico
Data di uscita Febbraio 17, 2012

Trailer

 
 

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