Australia

2.5
 

Lontano dai fasti del Moulin Rouge, immerso nei polverosi terreni del far west australiano, l’ultimo lavoro di Baz Luhrmann, che è una sorta di omaggio alla sua terra natia, a lungo atteso come il nuovo Via col vento, delude le aspettative: a parte la lunga durata, non riesce a reggere il confronto con l’opera di Victor Fleming, se non altro per la forza delle emozioni che il predecessore suscitò all’epoca della sua uscita e che suscita ancora oggi.
Il debito del regista verso il musical è grande ed è forse il motivo per cui i tanti temi trattati restano, purtroppo, in superficie. Questa grande tradizione, tutta americana, riaffiora nell’importanza data alla canzone e nella scelta di mescolare, nel corso della pellicola, tanti generi differenti all’interno di uno più ampio (il western). Emergono così una considerevole varietà di citazioni e “indizi”: dalla classica commedia sentimentale al film bellico, da Pearl Harbor a Indiana Jones, passando per il pressoché sconosciuto ma interessante Generazione rubata di Phillip Noyce, di cui riprende il tema principale (la generazione rubata del titolo si riferisce alla deportazione di migliaia di bambini meticci aborigeni da parte del governo australiano dagli anni ’30 del secolo scorso).
Dopo l’improvvisa morte del marito, Lady Ashley (Nicole Kidman) decide di portare a termine il piano di quest’ultimo, con l’aiuto di alcuni servitori e del mandriano Drover (Hugh Jackman): attraverso lande deserte, canyon impervi e ostacoli di varia natura, dovranno condurre il bestiame a destinazione, prima del rivale Carney (Bryan Brown) e del suo scagnozzo Neil Fletcher (David Wenham). A complicare le cose ci si mettono la guerra e gli attacchi giapponesi, che, inizialmente, fanno da sfondo alle vite dei personaggi, fino a diventare poi veri e propri protagonisti e motori degli avvenimenti.
La prima parte del film è appunto quella più “scanzonata”: ambienti e “abitanti” vengono presentati attraverso mirabolanti panoramiche (che richiamano il lavoro fatto in Moulin Rouge), primissimi piani in cui l’attenzione è tutta concentrata negli sguardi degli attori e simpatiche gag.
L’importanza del viaggio è solo abbozzata, mentre il tempo sembra scorrere al ralenty in alcune scene, degne delle migliori storie d’amore, come quella di Sara e Drover.
Perfetta la scelta del casting, con Nicole Kidman (ormai quasi una musa per Luhrmann), che sembra “buttata nella mischia”, capace com’è di giocare col personaggio e renderne al meglio le particolarità: il suo candore contrasta con il rude ma irresistibile fascino di Hugh Jackman, in una specie di versione alternativa del delicato scrittore Christian, che dona intelligenza e sensibilità al suo mandriano. Due bellezze agli antipodi quindi, affiancate da un ambiguo e malvagio David Wenham, che sembra uscito direttamente da Dust, e dal bravissimo Brandon Walters, il piccolo aborigeno dai grandi occhi scuri: anima, specchio e guida della Storia.

Scheda film

Titolo Originale Australia
Regia Baz Luhrmann
Sceneggiatura Baz LuhrmannRichard FlanaganRonald HarwoodStuart Beattie
Fotografia Mandy Walker
Montaggio Dody DornMichael McCusker
Musica David Hirschfelder
Cast Ben MendelsohnBrian BrownDavid WenhamEssie DavisHugh JackmanJack ThompsonNicole Kidman
Distribuzione 20th Century Fox
Origine AustraliaUSA
Anno 2008
Durata 165'
Genere AvventuraDrammatico
Data di uscita Gennaio 16, 2009

Trailer

 
 

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