Boris - il film

3.5
 

Chi non ha mai sentito parlare, almeno una volta, di Boris, il famoso pesciolino rosso (a volte ritratto con una pinna di squalo) ispiratore dell’omonima ed apprezzatissima serie televisiva? Anche chi non ha mai guardato neanche un episodio riconoscerà subito l’inconfondibile boccia di vetro del piccolo animale, al centro della locandina…
Arriva finalmente nelle sale, proprio il giorno del “pesce d’aprile”, l’atteso e già molto chiacchierato Boris – Il film, scritto e diretto da Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, già autori e registi del prodotto televisivo: dopo una divergenza sul set, René Ferretti (Francesco Pannofino) molla tutto e si ritira per circa tre mesi, fino a quando il direttore di produzione Sergio Vannucci (Alberto Di Stasio) non gli propone di realizzare un film d’autore per il cinema. È così che i due torneranno a lavorare insieme, ma le difficoltà da affrontare saranno tante, a partire dal modo in cui dire ai loro fedeli collaboratori come il capo elettricista Biascica (Paolo Calabresi), il direttore della fotografia Duccio (Ninni Bruschetta) e soprattutto il divo Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti) che non potranno fare parte del progetto…
Senza timori o peli sulla lingua, con estrema semplicità ed onestà, ma con tanta ironia, si passa dal descrivere il mondo della televisione italiana a quello del cinema, dove non sembra che cambi poi molto: gli stagisti sono sempre schiavi sottopagati, gli attori sono cani e divi allo stesso tempo, le esigenze della rete vengono per prime anche (e soprattutto) a discapito della qualità, e non ci sono soldi a sufficienza per assicurazioni e perfezionismi. In Boris non si salva nessuno, dal cinema d’autore a quello commerciale: è un gran pout pourri di prese in giro, citazioni irriverenti ed irresistibili gag (tra cui la spuntano il dibattito tra sceneggiatori, l’Oscar perso a poker da Nicola Piovani ed il produttore della Medusa nelle sembianze di una scimmietta).
Quello che viene tracciato è così il ritratto, purtroppo realistico ed attualissimo, di un’Italia alle prese con una crisi che coinvolge tanto il sistema economico quanto l’ambito lavorativo, tanto la politica quanto le diverse forme artistiche: la televisione viene esplicitamente accostata alla mafia (“ne esci solo da morto”); i cinepanettoni vantano un livello di volgarità ai limiti dell’accettabile, ma nonostante (o forse proprio grazie a ciò) ottengono uno strepitoso successo; non esiste realmente concorrenza, perché è tutto nelle mani di un solo gruppo di “potenti”; la precarietà, della vita in generale, è dietro l’angolo e all’ordine del giorno.
L’originalità e la genialità della pellicola (così come quelle della serie tv) si devono innanzitutto alle brillanti menti del trio di autori, unici nello sviluppare una trama comune, facendola uscire da tutti gli schemi prefissati ed andando a conquistare una fetta di pubblico non indifferente, di cui fanno parte tanto i già affezionati fan della serie, quanto gli “estranei” (a tal proposito vengono evitati alcuni dei tormentoni più famosi). È un mondo straordinario ed inconfondibile quello di Boris, capace di divertire e far discutere, di appassionare e far aprire gli occhi su una realtà che ci circonda, anzi ci domina, ormai da troppo tempo. Presenti all’appello tutti i meravigliosi protagonisti del piccolo schermo – con l’unica eccezione della truccatrice Gloria (Ilaria Stivali) –, alcuni dei quali ottengono maggiore spazio di approfondimento rispetto ad altri, per ovvi motivi di montaggio (quello iniziale era di circa tre ore!), ma tutti ugualmente fondamentali al buon esito finale: vero e proprio motore di questa “macchina”, i personaggi di Boris giocano al limite del politicamente corretto, talvolta oltrepassandolo, ma lo fanno con una tale simpatia e naturalezza che è impossibile resistergli o disprezzarli.
Giuliano Taviani e Carmelo Travia ci mettono poi lo zampino (e l’esperienza) con le loro sempre bellissime creazioni musicali, riuscendo a trasmettere anche la drammaticità di alcuni momenti e ricordando molto la colonna sonora (curata dallo stesso Taviani) dello spettacolo teatrale Migliore, diretto proprio da Mattia Torre.


* Per saperne di più, leggi il resoconto e guarda il video della conferenza stampa.

Scheda film

Regia Giacomo CiarrapicoLuca VendruscoloMattia Torre
Soggetto tratto dall'omonima serie televisiva
Sceneggiatura Giacomo CiarrapicoLuca VendruscoloMattia Torre
Fotografia Mauro Marchetti
Montaggio Massimiliano Feresin
Musica Carmelo TraviaGiuliano Taviani
Cast Alessandro TiberiCaterina GuzzantiFrancesco PannofinoPietro Sermonti
Distribuzione 01 Distribution
Origine Italia
Anno 2011
Durata 108'
Genere Commedia
Data di uscita Aprile 01, 2011

Trailer

 
 

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