127 Ore

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127 ore corrispondono grosso modo a cinque giorni. Un tempo interminabile per chi, come Aron Ralston (il candidato all’oscar James Franco), ingegnere meccanico di professione ed escursionista per passione, è impossibilitato a muoversi a causa di un grosso masso franatogli sul braccio durante una gita, rimanendo così intrappolato in uno stretto tra le pareti di un canyon dello Utah. Con l’arto schiacciato sotto la grande roccia, ormai macellato, con scarsissime risorse di cibo e acqua, esposto a grossi sbalzi climatici dal giorno alla notte, Ralston, dopo numerosi tentativi, riesce finalmente a liberarsi, pagando però un prezzo molto alto. Imprigionato in un luogo che tanto amava e che non tarda a trasformarsi in un incubo, per tutta la durata della sua prigionia il ventottenne americano oscilla tra la disperazione più nera, data dalla rassegnazione ad una morte che sembra ormai certa, e slanci improvvisi di forza che lo spingono a trovare un rimedio, alla fine estremo, per poter sopravvivere
Il tempo che noi spettatori passiamo da soli insieme al protagonista copre quasi l’intera durata del film, intervallato di tanto in tanto da sogni, visioni e ricordi - che sanno un po’ di retorico - delle persone amate e dell’infanzia di Ralston, che nei momenti di abbandono gli danno la forza per continuare a sperare in ciò che ormai sembra davvero impossibile. Alla crudezza della vicenda narrata, Danny Boyle contrappone uno stile di regia autocompiaciuto e spesso fuori luogo, più consono ad uno spot pubblicitario di qualche importante marca di scarpe, che a un film che vorrebbe raccontare una vicenda intima, facendoci condividere ogni respiro e ogni sofferenza dello sfortunato protagonista.
Si comincia con lo schermo diviso in tre parti che raffigurano scene di massa velocizzate con colori rigorosamente accesi; poi, nel bel mezzo del racconto, si passa dal volto sofferente di James Franco in quell’oscuro cunicolo dove solo per qualche minuto al giorno batte un po’ di sole, a inquadrature del cielo con le solite, viste e riviste, nuvole velocizzate da videoclip musicale di qualche anno fa. Boyle è scatenato e aggiunge ad una serie d’inquadrature non necessarie, in cui ostenta angolazioni bizzarre, un numero interminabile di soggettive della borraccia di Ralston, che sembrano voler dire nient’altro «Avete visto che cosa originale mi è venuta in mente?», fino all’ultima in cui, finita l’acqua, vediamo salire un altro liquido (lasciamo alla vostra immaginazione indovinare di cosa si tratti) verso la bocca del protagonista. Mano a mano che si va avanti con la narrazione, gli inserti fuori luogo vengono sostituiti da dettagli sempre più sgradevoli, che talvolta vanno ben oltre il limite di sopportabilità: il regista si diverte a torturare lo spettatore e lo fa con tutti i mezzi a sua disposizione, suono compreso, come quel bambino che strofina il gesso sulla lavagna o graffia il piatto con una forchetta, dopo aver scoperto che l’amico non ne tollera il rumore.
L’happy ending un po’ acido ci riconsola, ma soprattutto tiriamo un sospiro di sollievo per la fine di uno strazio, dopo averne viste di tutti i colori. Stupisce soltanto come l’uomo possa trovare le risorse per tirare avanti in condizioni così estreme (il film è tratto da una storia vera) e, tutto sommato, questo ci rassicura e ci affascina. Certo è che, oltre a meravigliarci per la capacità che può avere un essere umano di sopravvivere nelle situazioni più aspre e a una blanda riflessione, buttata un po’ là, sulla natura vampiresca dell’atto di filmare (Ralston, ormai certo della sua morte e spesso in pieno delirio, si riprende con una piccola telecamera), c’è ben poco in 127 ore (o dovremmo dire in 94 minuti) per cui valga la pena rimanere con il voltastomaco, anche una volta usciti dal cinema.

Scheda film

Titolo Originale 127 Hours
Regia Danny Boyle
Sceneggiatura Danny BoyleSimon Beaufoy
Fotografia Anthony Dod MantleEnrique Chediak
Montaggio Jon Harris
Musica A.R. Rahman
Cast Amber TamblynJames FrancoKate Mara
Distribuzione 20th Century Fox
Origine Gran BretagnaUSA
Anno 2010
Durata 94'
Data di uscita Febbraio 25, 2011
 
 

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