Box Office

 
 
 

A Natale mi sposo

0.5
 

Che film di questo tipo abbiano poche pretese è evidente e spesso gridato a gran voce. Il pubblico, fedele anno dopo anno, si diverte e fa tintinnare milioni di euro al botteghino, e questo è il motivo principale che porta produttori, registi, sceneggiatori ed attori a continuare a costruirci sopra intere carriere. Ma da cosa dipenda tale successo è un mistero. È vero che andare al cinema deve essere un divertimento, e che la base della settima arte è la godibilità che deve arrivare a chi paga il biglietto, ma qui dov'è tutto questo? Il sentimento principale che viene scatenato è l'irritazione. Non si ride, ma si assiste ad una serie infinita di situazioni che sarebbero forse buffe se non fossero caricate oltre ogni limite accettabile da attori che recitano con una mimica simile a quella usata dai nonni un po' rimbambiti davanti alle culle dei bimbi, stesse espressioni del volto e stesso tono di voce, ma urlato, forse per distrarre il pubblico e stordirlo, per non fargli rendere conto di quello che è davvero il film. Una trama abbozzata e superficiale, spesso confusionaria, che gioca con perversioni che lasciano a dir poco perplessi e gag preconfezionate. In questo caso abbiamo Gustavo (Massimo Boldi), cuoco di una trattoria romana, alle prese con un incarico per un lussuoso matrimonio a Saint Moritz ottenuto (con l'inganno) dal figlio Fabio (Jacopo Sarno), che è innamorato di Chris (Lucrezia Piaggio), futura sposa.
Una canzonetta dance a tutto volume apre il sipario su una serie di scorci di Roma, fino ad arrivare alla trattoria che Gustavo sta cercando di rendere un ristorante degno di cinque forchette Michelin ma che, per il momento, si ispira ad un ristorante realmente esistente a Roma, La Parolaccia, in cui gli ospiti vengono “amorevolmente” e ripetutamente insultati dai camerieri. Il vero ristorante in questione è frequentato prevalentemente da turisti che vogliono assaporare l'autentica essenza romana, ma qualcuno dovrebbe informare questi turisti, e il clan di Boldi, che essere romano non vuol dire necessariamente essere volgare e parlare solo attraverso parolacce. Perché, per quello che riguarda il film, il mondo di Roma è ridotto al mondo rappresentato da Enzo Salvi, che dovrebbe interpretare un cameriere romano ma che, con la sua insopportabile volgarità, fa un torto alla simpatia e all'intelligenza con cui celebri attori hanno reso omaggio alla proverbiale veracità dei cittadini della capitale.
La storia va avanti e i personaggi annegano sempre più nella loro resa grottesca, alcuni assolutamente fuori parte, come Teresa Mannino che, insieme ad Elisabetta Canalis, interpreta una delle due wedding planners incaricate di organizzare il matrimonio ma che, con un abbigliamento che vorrebbe risultare “alternativo” e con un accento siciliano (come del resto ogni altro dialetto del film) troppo marcato, esula completamente dall'idea che si ha di un simile mestiere. Per non parlare dei due ragazzi, di almeno 10 anni troppo giovani per le situazioni che si trovano ad affrontare.
Non si tratta di arroganza o del tanto paventato intellettualismo, si parla solo di non riuscire ad individuare il divertimento (almeno quello) in un film creato con questo unico scopo.


* Per saperne di più sul film, leggi il resoconto e guarda il video della conferenza stampa.

Scheda film

Regia Paolo Costella
Sceneggiatura Edoardo FalconeGianluca BomprezziPaolo Costella
Fotografia Enrico Lucidi
Montaggio Mauro Bonanni
Musica Riccardo Eberspacker
Cast Massimo BoldiNancy BrilliVincenzo Salemme
Distribuzione Medusa
Origine Italia
Anno 2010
Durata 97'
Genere Commedia
Data di uscita Novembre 26, 2010
Incassi 1,202,583 €

Trailer

 
 

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