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Toy Story 3 - La grande fuga

3.5
 

Come dimenticare la rivoluzionaria operazione intrapresa dalla Pixar più di un decennio fa? Eravamo in molti ad essere scettici all’epoca. Ma con Toy Story – Il mondo dei giocattoli, il cartoon, come genere, conobbe nuova vita ed il computer divenne il mezzo per un approccio estetico innovativo, precursore dell’ormai attualissimo (e abusatissimo) 3D.
Di acqua sotto i ponti ne è passata, non solo in ambito tecnologico (la trilogia di Toy Story ne è, appunto, la perfetta sintesi), e questo terzo episodio sembra fare i conti con gli anni trascorsi (ben quindici dal primo capitolo), con l’ombra incerta del ricordo, con i mutamenti radicali ed incontrollabili a cui la vita viene continuamente sottoposta.
Il film apre sull’immagine felice dell’infanzia – una cameretta, trasformata da un bambino in un universo magico e colorato –, per lasciare spazio, subito dopo, all’“oggi”, con la sua disarmante carica di realtà. “Il favoloso mondo di Andy” è ora il luogo in cui trascorrono oziosamente le giornate di un ragazzo, un po’ svogliato ed incerto sul futuro che lo attende, in procinto di andare al college. Buzz, Woody e tutti gli altri giocattoli, dimenticati e rinchiusi in un vecchio baule impolverato, vivono dolorosamente il momento del “trapasso”, cercando faticosamente di trovare una loro dimensione in un presente svuotato di senso.
Un vecchio che guarda la propria fine con smarrimento e che cerca di venire a patti con la propria condizione esistenziale, mentre scivola lentamente negli abissi dell’oblio: questo è il terzo ed ultimo capitolo di una pellicola giustamente entrata di diritto nell’ormai ultracentenaria Storia Del Cinema. Del resto, dopo un capolavoro come Up, non stupisce più la capacità della Pixar di affrontare argomenti tabù, per giunta rompendo drasticamente con una tradizione che erge il cartone animato a simbolo di puro intrattenimento, con la sua ricercata leggerezza. Viene in mente lo scrittore Bukowski ed il suo sproloquio contro Mickey Mouse, «quel pupazzo con tre dita e senza anima», simbolo indiscusso della Disney e rappresentazione, a tutto tondo, di una realtà piuttosto fittizia ed edulcorata. E chissà cosa penserebbe oggi il burbero Charles di fronte al senso di verità che traspare con sempre maggiore evidenza, ma senza l’ombra di una forzatura nelle più recenti pellicole nate dal geniale team capitanato da John Lassater. E se “la verità è bellezza”, in Toy Story 3 – La grande fuga la bellezza è racchiusa nella malinconia che pervade l’intera pellicola, in quel sentimento dolceamaro che non abbandona mai lo spettatore. E nella consapevolezza che il senso autentico ed ultimo della vita/film è nella dolorosa accettazione della fine. Nella possibilità di abbracciare il ricordo, ed essere così ricondotti, forse per sempre, nel paradiso dell’infanzia.


* Si intitola Day & Night il poetico cortometraggio Pixar che anticipa il film Toy Story 3 – La grande fuga.

Scheda film

Titolo Originale Toy Story 3
Regia Lee Unkrich
Sceneggiatura Michael Arndt
Musica Randy Newman
Distribuzione Walt Disney
Origine USA
Anno 2010
Durata 109'
Genere Animazione
Data di uscita Luglio 07, 2010

Trailer