Presentato a Cannes e al Rendez Vous Festival 2020, Sybil di Justine Triet è la storia di una donna (interpretata da Virginie Efira, a tratti sorprendente), psicologa di professione ma scrittrice per passione, alle prese con alcuni avvenimenti che sconvolgeranno per sempre la sua vita. I due lati della personalità della protagonista sono così rappresentati dalle due correnti che la muovono, da un lato la scienza, dall'altro l'arte. Scrittura ed analisi si conofondono, si intrecciano, si cambiano suggestioni in un vortice sempre più avvolgente. 
Lo spettatore si ritrova così immancabilmente coinvolto da quanto accade sullo schermo, ed è difficile, soprattutto all'inizio, seguire il corso degli eventi. Ricordi, allucinazioni e speranze si susseguono senzaa soluzione di continuità, esibendo una donna preda delle passioni, alle quali talvolta tenta di mettere un freno cadendo in un nuovo vizio.
Sybil riporta alla mente altre pellicole del genere, giocate su una sorta di doppia realtà e sulla dualità femminile messa in scena. Come abbiamo detto la protagonista si muove su un binario parallelo, volente o nolente; a ciò si aggiunge la figura di Margot (Adèle Exarchopoulos), la paziente di Sybil che la coinvolge suo malgrado in una situazione alquanto spinosa. Ecco così che ogni elemento va a comporre un quadro sempre più insidioso, dentro il quale muoversi senza ferirsi e ferire non è affatto semplice.
I primi a rimanere scottati sono gli uomini, colpevoli quasi inconsapevoli, trascinati dalle donne della loro vita in qualcosa di probabilmente inconcepibile e inaspettato. Ma si tratta di un percorso autolesionista, per cui le stesse Sybil, Margot e Mika (Sandra Huller) - regista di un film in cui recitano il suo compagno (Gaspard Ulliel) e l'amante di quest'ultimo - continuano imperterrite a compiere gesti di cui si pentiranno.
Nel mezzo emerge lo sguardo innocente di una bambina, Selma, frutto dell'amore tra Sybil e Gabriel (il Niels Schneider de Gli amori immaginari di Xavier Dolan), forse unico barlume di speranza e di possibilità nell'esistenza della protagonista.
La pellicola firmata dalla Triet è piena zeppa di spunti, suggestioni e sensazioni, alcune delle quali così potenti e tangibili da superare il confine dello schermo. Merito anche della sensualità e della chimica sprigionata tra i corpi in scena, Ed è sicuramente lì che trova il punto di massima e migliore espressione, perdendosi invece in quelli che sono i meandri del vero e proprio noir, complessi da organizzare e gestire nel calderone dei temi trattati.

Scheda film

Titolo Originale Sybil
Regia Justine Triet
Cast Adèle ExarchopoulosGaspard UllielVirginie Efira
Distribuzione Valmyn
Origine Francia
Anno 2019
Durata 100'
Genere Drammatico

Trailer

 
 

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