Piccole Donne

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Greta Gerwig si è fatta perdonare. Adesso sì che si può parlare di un bellissimo film. A parte la storia di formazione, il film non ha niente a che vedere con Lady Bird, incensato oltre ogni ragionevolezza e candidato all’Oscar come miglior film in un’annata che proponeva pellicole come Dunkirk e La forma dell’acqua. La storia, come sanno tutte le signorine che da piccole hanno letto il libro di Louisa May Alcott, racconta l’educazione delle quattro sorelle March, povere ma non indigenti, ognuna con temperamenti e inclinazioni diversi. Siamo in piena Guerra di Secessione: la madre Marmee (Laura Dern) si occupa di loro, con qualche guizzo stravagante rispetto alla rigida educazione del tempo, mentre il padre (Bob Odenkirk, direttamente da Better Call Saul), cappellano militare, è partito per il fronte. Il vicino di casa Laurie (Timothée Chalamet), rampollo di ottima famiglia, diventa subito amico delle quattro sorelle, e in particolare con Jo (Saoirse Ronan), il maschiaccio della famiglia che aspira a diventare scrittrice.
L’adattamento di Greta Gerwig, capace di infondere alla storia tutta la sua vivacità registica, scalda il cuore per il gran gusto per i dettagli, tra le minuzie degli abiti di mussola di Amy, i pattini da ghiaccio artigianali di Jo e gli scialli di lana per proteggersi dal freddo del New England. La regista riesce miracolosamente a ricreare lo spirito del romanzo, compresi i teatrini che le sorelle March mettono in scena con abiti sformati e armi di cartone, regalando inoltre allo spettatore il Laurie più Laurie della storia del cinema: Timothée Chalamet, con le movenze, i tic, gli abiti cascanti e l’andatura dinoccolata perfetti per il suo personaggio.
Il film, intriso di spirito americano fino al midollo (la regista ha detto di essersi ispirata alle poesie di Emily Dickinson, ai quadri di Winslow Homer e al Warren Beatty di Reds, non necessariamente in quest’ordine), è organizzato come un gioco di specchi: Jo March diventa scrittrice da milioni di copie raccontando la vita domestica sua e delle sue sorelle, e la stessa Louisa May Alcott si era ispirata alla sua famiglia per il romanzo che le avrebbe cambiato la vita (e che non amava, preferendo le storie di paura). Il film racconta persino la trattativa per la compravendita del manoscritto con l’editore: una delle tante incursioni nel mondo adulto delle sorelle March, grazie a un montaggio che alterna sapientemente gioventù e maturità, Piccole donne e Piccole donne crescono.
Il casting è azzeccatissimo, a partire dai protagonisti: Saoirse Ronan, che si conferma attrice feticcio della regista, Emma Watson, una perfetta Meg, e Florence Pugh (reduce dai cannibalismi di Midsommar) nei panni di Amy. Ma la regista ha curato anche le parti secondarie, come dimostrano la scelta di Meryl Streep per il ruolo di zia March, parente vedova e brontolona a cui spettano le battute migliori, e di Laura Dern nei panni di Marmee (pensate alla distanza che intercorre tra la mamma delle sorelle March e l’avvocato divorzista in tacchi a spillo in Storia di un matrimonio e avrete contezza di quella che gli americani chiamano “Dernaissance”). Scivolone solo per quanto riguarda Fritz: il bohémien Louis Garrel, per quanto piacente, non è adatto a impersonare l’anziano – tale era ai tempi della Alcott – e barbuto professor Bhaer.

Scheda film

Titolo Originale Little Women
Regia Greta Gerwig
Sceneggiatura Greta Gerwig
Fotografia Yorick Le Saux
Montaggio Nick Houy
Musica Alexandre Desplat
Cast Florence PughSaoirse RonanTimothée Chalamet
Distribuzione Sony Pictures / Warner Bros. Entertainment Italia
Origine USA
Anno 2019
Durata 135'
Genere Drammatico
Data di uscita Gennaio 09, 2020
Incassi 1,597,772 €

Trailer

 
 

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