Grandi bugie tra amici

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Presentato ed acclamato al Festival del Cinema di Roma del 2010, Piccole bugie tra amici (in originale Les petits mouchoirs) uscì nelle sale italiane addirittura due anni dopo la distribuzione in patria; a distanza di quasi un decennio, arriva il sequel, Grandi bugie tra amici (Nous finirons ensemble), in ritardo di soli quattro mesi rispetto ai cinema francesi, in cui è stato distribuito dal 1° maggio 2019. E si riparte esattamente da dove eravamo rimasti, nella casa delle vacanze di Max (François Cluzet), otto anni dopo l'ultima rimpatriata tutti insieme, prima della tragica scomparsa dell'amico Ludo (Jean Dujardin).
Dietro la macchina da presa torna Guillaume Canet, e non poteva essere altrimenti, deciso a dare voce e corpo a quelle che sono e sono state le sue esperienze personali, non a caso portate sullo schermo da coloro che sono suoi amici anche fuori di esso. Ecco allora che nel preciso momento in cui ogni singolo componente del gruppo riappare sulla scena, tra baci abbracci e sfuriate, scatta qualcosa nello spettatore (almeno in chi ha molto apprezzato ed interiorizzato il primo capitolo), un meccanismo di riconoscimento istintivo ed immediato, che lo porta a ritrovarsi parte di una vera e propria magia. É il cinema nella sua forma più pura e difficile da rintracciare, ancorato alla realtà ma anche capace di trascenderla, dal quale sbocciano emozioni travolgenti ed indelebili.
Sono appunto le emozioni a fornire la linfa di un'opera come Grandi bugie tra amici – titolo più riduttivo ed ingannevole non poteva esserci – che si muove agile tra le dinamiche dei rapporti di amicizia, nei quali si passa spesso e volentieri dalla semplice infatuazione ad un affetto più grande, portandosi dietro tutta una serie di conseguenze a cui inizialmente non si pensa ma che avranno poi un grosso peso all'interno della coppia. E se inevitabilmente, tra Marie (Marion Cotillard) ed Eric (Gilles Lellouche) il tenero, già in luce nel primo capitolo, viene sviluppato con una delicatezza che fa di gesti accennati e sguardi furtivi e trasognati la chiave di un sentimento ben radicato e quasi necessario, è nella resa di altre suggestioni che Canet mette più a nudo la sua anima: la solitudine a cui lo stesso Max sembra costringersi per non deludere chi gli sta intorno, conducendolo a decisioni anche estreme; il tema della separazione, che non fa altro che creare fratture forse non rimarginabili e segreti dannosi da qualsivoglia punto li si osservi; quello dell'accettazione che arriva dopo aver compiuto un percorso difficile e doloroso, una rivelazione liberatoria, consapevoli di avere il sostegno e la comprensione degli amici.
Il gruppo di protagonisti, allargatosi per l'occasione così da includere almeno tre generazioni a confronto, somiglia molto ad una famiglia disfunzionale, dove sono all'ordine del giorno disagi e disavventure, ai quali si devono il lato comico della pellicola e l'alleggerimento dei discorsi, indubbiamente di ottima caratura e pieni di spunti di riflessione.
Lode a parte la meritano anche stavolta le canzoni che compongono la colonna sonora, capaci di esaltare ogni sensazione e di dare vitalità ad una semplice ma non troppo storia di finzione.

Scheda film

Titolo Originale Nous finirons ensemble
Regia Guillaume Canet
Sceneggiatura Guillaume CanetRodolphe Lauga
Fotografia Christophe Offenstein
Montaggio Hervé de Luze
Cast François CluzetGilles LelloucheMarion Cotillard
Distribuzione BIM e Movies Inspired
Origine Francia
Anno 2019
Durata 125'
Genere Drammatico
Data di uscita Settembre 12, 2019

Trailer

 
 

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