La paranza dei bambini

4
 

Unico film italiano in concorso al 69esimo Festival di Berlino - dove ha vinto il Premio per la Migliore Sceneggiatura - La paranza dei bambini è la storia di Nicola (lo straordinario Francesco Di Napoli), un quindicenne di Napoli che trascorre le sue giornate con gli amici di una vita e vive con la madre ed il fratello minore in un piccolo appartamento nel Rione Sanità.
Dopo Alì ha gli occhi azzurri e Fiore, Claudio Giovannesi sceglie come base per la sua terza regia un romanzo di Roberto Saviano, con tutto ciò che ne consegue. Innanzitutto l'ambientazione campana, per cui la Napoli più vera e logora va a sommarsi alla schiera di protagonisti che si muovono per i suoi quartieri ed i suoi viottoli.
Nicola e la sua cricca sono dei ragazzini comuni, senza particolari sogni da realizzare se non quello, molto semplice, di avere un bel gruzzolo con cui comprare un paio di scarpe o una t-shirt rigorosamente di marca, o affittare un tavolo nel privè di un locale per rimorchiare una bella ragazza. Sono giovani, caparbi, uniti; hanno il futuro davanti, ma è un futuro macchiato di sangue, sporco di quel fango con cui si celebra il rito propiziatorio in apertura.
Per Nicola e gli altri la vita è quella che è, dura, violenta, implacabile. Man mano che la narrazione procede, viene fuori tutta la portata tragica di un'esistenza vissuta tra criminali e malviventi. Non c'è scampo, almeno non per loro.
A rendere ancora più pesante e pregnante il discorso è la spinta che li muove: nonostante la giovane età, Nicola appare come l'uomo di casa e da tale si comporta, per cui quando comprende le difficoltà della madre, mette in gioco (e soprattutto in pericolo) ogni cosa che sa o che pensa di saper gestire pur di portare un sorriso sul volto della donna. Ma è solo un bambino e non dovrebbe spettare a lui un compito così gravoso, un compito che poco alla volta lo trascina in un vortice senza fondo e senza pietà, che poco alla volta lo cambia, in maniera indelebile e spaventosa, lo porta a non riconoscersi più, a scendere a patti con la propria coscienza e ad affrontare perdite incommensurabili.
La pellicola di Giovannesi è altrettanto impietosa, forte di uno stile scarno e realistico e di una fotofragia maestosa (Daniele Ciprì), che immortalano con precisione la verità di quei luoghi e delle anime che li popolano.
Come per i precedenti due lavori, il regista e sceneggiatore romano si concentra sul lato umano dei suoi protagonisti - sorprendenti a tal proposito le prove attoriali del cast al gran completo, sebbene siano tutti non professionisti - carpendone gli sguardi da vicinissimo, permettendo loro di esprimere con il corpo e senza orpelli superflui tutta la più appropriata gamma di emozioni.
Per lo spettatore è una sorta di gioco al massacro, per cui più si va avanti nella storia e si entra in contatto con ciascuna delle personalità in campo, più salgono l'ansia e l'angoscia che qualcosa di terribile possa accadere. perché non può esserci un lieto fine, non quando si arma un gruppo di quindicenni e li si manda a fare una guerra di quartiere.
Ma ciò che davvero fa più paura (oltre che riflettere) è quanto la realtà sia vicina alla finzione, ed è per questo che opere come La paranza dei bambini andrebbero sostenute, diffuse e premiate per il coraggio, la capacità e la volontà di raccontare uno dei lati più bui della nostra società.
Un plauso a parte va all'emozionante colonna sonora a cura di Andrea Moscianese e dello stesso Giovannesi.

Scheda film

Regia Claudio Giovannesi
Soggetto basato sull'omonimo romanzo di Roberto Saviano
Sceneggiatura Claudio GiovannesiMaurizio BraucciRoberto Saviano
Fotografia Daniele Ciprì
Montaggio Giuseppe Trepiccione
Musica Andrea MoscianeseClaudio Giovannesi
Cast Alfredo TurittoAr TemFrancesco Di Napoli
Distribuzione Vision Distribution
Origine Italia
Anno 2019
Durata 105'
Genere Drammatico
Data di uscita Febbraio 13, 2019

Trailer

 
 

Box Office

 
 
 

Follow Us

facebook-icon icona_blu_800x800 twitter-iconmovies_vimeo_icon1

Facebook