Suspiria

3.5
 

Se gli horror che si vedono in giro fossero girati da un regista con un gusto per l’immagine come Guadagnino, non saremmo costretti a vedere film indecenti, e il genere acquisirebbe la dignità che merita. Dice Stephen King in Danse Macabre che gli archetipi del genere sono non più di tre o quattro: la difficoltà sta proprio nel rendere gli archetipi davvero originali. L’originalità di Suspiria risiede nella visionarietà di alcune sue sequenze, capaci di imprimersi nell’immaginario dello spettatore e di accompagnarlo a lungo anche dopo la fine del film. Una di queste è un sacrificio, l’altra è il sabba delle streghe, miracolo di regia e fotografia.
Siamo a Berlino, in pieno Autunno Tedesco. C’è ancora il muro, dettaglio capace di donare quel sovrappiù di tenerezza quando il dottor Klemperer, psicoterapeuta, passa da una Berlino all’altra per andare nella casa di campagna, dove coltiva la speranza di ritrovare la moglie scomparsa durante la guerra. La figura di Klemperer, anziano studioso ebreo poco incline ai deliri stregoneschi, costituisce l’anima lucida e razionale del film. Ha in cura Patricia, che frequenta la scuola di ballo Markos e sembra ogni giorno di più affetta da deliri isterici e schizofrenia.
La scuola sorge proprio di fronte al muro, e ha gli interni tanto kitsch quanto quelli dell’originale di Dario Argento (che puntava più sul rosa shocking). D’improvviso si presenta Susie (Dakota Johnson), che viene da una comunità mennonita dell’Ohio, e offre un’audizione così magnetica da scomodare Madame Blanc (un’indimenticabile Tilda Swinton). Cose strane accadono nella scuola: Patricia all’improvviso scompare nel nulla, e le donne che guidano la compagnia di ballo sembrano appartenere a una congrega di streghe.
Suspiria annovera due o tre scene da antologia dell’horror (una di queste comprende uncini raccapriccianti oltre misura), e basterebbe questo per renderlo degno di attenzione. A tratti si ha però l’impressione che l’estetismo prevalga sul contenuto, come se il film fosse solo una bella sequenza di immagini. Dakota Johnson d’altronde non si salva neanche diretta da un bravo regista: mantiene un’unica espressione dall’inizio alla fine del film. Ad altezze siderali si pone invece Tilda Swinton, che per quanto ci riguarda ha già vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Interpreta con assoluta bravura tre personaggi diversi, riuscendo a ingannare anche lo spettatore più attento, e parla fluentemente tre lingue, tra cui un perfetto tedesco. Ad avercene di attrici che fumano così, levitano così, recitano così.

Scheda film

Titolo Originale Suspiria
Regia Luca Guadagnino
Sceneggiatura David Kajganich
Fotografia Sayombhu Mukdeeprom
Montaggio Walter Fasano
Musica Thom Yorke
Cast Dakota JohnsonMia GothTilda Swinton
Distribuzione VIDEA
Origine ItaliaUSA
Anno 2018
Durata 152'
Genere HorrorThriller
Data di uscita Gennaio 01, 2019

Trailer

 
 

Box Office

 
 
 

Follow Us

facebook-icon icona_blu_800x800 twitter-iconmovies_vimeo_icon1

Facebook